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14 settembre 2026

Il caso in esame riguarda la disciplina relativa alla verifica dei test alcolemici, in particolare in relazione alle procedure e alle tempistiche che devono essere rispettate dopo un intervento di riparazione su un dispositivo di misurazione dell’alcoltest. La questione centrale è se, in presenza di una riparazione di un dispositivo di rilevazione alcolemica, sia necessario effettuare una nuova verifica primitiva prima di procedere all’omologazione del dispositivo, e quale sia l’effetto della successiva omologazione in assenza di tale verifica.

 

 

La sentenza della Corte di Cassazione n. XXXXX/2026 si inserisce nel contesto della disciplina del pubblico impiego e delle obbligazioni di trasparenza e lealtà che devono essere rispettate dai dipendenti pubblici. In particolare, la pronuncia si occupa dell’obbligo di comunicazione da parte del dipendente pubblico circa l’appartenenza a associazioni o organizzazioni, con particolare attenzione alle associazioni massoniche.

 

 

Il principio sancito dalla Cassazione con la sentenza n. 25004/2026 rappresenta un importante chiarimento in materia di IMU e delle condizioni di esenzione previste dalla normativa. In particolare, la Corte ha ribadito che, ai fini dell’applicazione dell’agevolazione fiscale, assumono rilievo esclusivamente due elementi fondamentali: la residenza anagrafica e la dimora abituale del soggetto proprietario dell’immobile.

 

 

La sentenza della Corte di Cassazione n. 24998/2026 si inserisce nel contesto delle procedure sanzionatorie previste dal Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR) e dal Codice in materia di protezione dei dati personali (d.lgs. 196/2003, come modificato dal d.lgs. 101/2018). In particolare, la pronuncia si focalizza sul termine di 120 giorni previsto per la notifica della contestazione dell’illecito al soggetto interessato e sulla sua natura giuridica.

 

La sentenza della Cassazione n. 24995/2026 affronta una questione di particolare rilievo relativa ai diritti dei lavoratori che ricoprono incarichi parlamentari, in particolare in merito alla conservazione delle ferie maturate e non godute durante il periodo di aspettativa obbligatoria prevista per mandato parlamentare.

 

Il principio affermato dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 24877/2026 rappresenta un importante chiarimento in materia di prestazioni previdenziali e di tutela dei diritti delle persone con disabilità. In particolare, la pronuncia si sofferma sulla procedura di accesso all’accertamento sanitario finalizzato al collocamento mirato dei disabili, evidenziando che, ai fini della richiesta di tale accertamento, non è necessario aver previamente richiesto l’iscrizione nelle liste di collocamento mirato o nelle apposite liste di disabili.

 

 

13 settembre 2026

Tar 2026 - Il caso in esame riguarda la posizione di un concorrente al concorso pubblico per l’assunzione di 196 commissari della Polizia di Stato, il quale ha presentato domanda per posti riservati ai soggetti con particolari condizioni di invalidità o di inabilità, secondo quanto previsto dall’art. 2, comma 1, lettera a) del bando di concorso. La questione centrale concerne la legittimità della decisione dell’amministrazione di escludere il candidato dalla prova di corsa piana di 1000 metri, in seguito alla richiesta di differimento per motivi di salute e alla successiva partecipazione alla prova in un arco temporale molto ristretto rispetto alla certificazione medica.

 

Tar 2026 - la sentenza si occupa di una controversia riguardante ex appartenenti alle Forze di Polizia, congedati a domanda, che rivendicano il diritto a benefici economici in virtù dell’art. 6 bis del D.L. n. 387/1987. La decisione del TAR si inserisce nel contesto delle questioni relative alla tutela dei diritti dei lavoratori pubblici in congedo, in particolare in relazione alle condizioni di accesso e alle modalità di calcolo delle indennità di buonuscita e delle eventuali integrazioni di trattamento.

 

 

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09 settembre 2026

Cassazione 2026 - La pronuncia in esame affronta una vicenda di natura lavoristica riguardante le competenze di fine rapporto e il trattamento di fine rapporto (TFR), con particolare attenzione alla questione del riassorbimento del superminimo e alla conformità delle decisioni di merito. La decisione si caratterizza per l’affermazione della nullità di numerosi motivi di ricorso per cassazione, in particolare per la loro inammissibilità, e per la conferma della sentenza impugnata quale “doppia conforme”.

 

Tar 2026 - Il caso oggetto di analisi riguarda un procedimento disciplinare instaurato nei confronti del sig. -OMISSIS-, militare appartenente all’Arma dei Carabinieri, trasferito dal Corpo Forestale dello Stato ai sensi del D. Lgs. 177/2016, e attualmente in servizio con qualifica di -OMISSIS- Scelto Qualifica Speciale. Il procedimento discende dall’asserito comportamento del militare, il quale avrebbe, in qualità di Segretario del COIR (Consiglio Intermedio di Rappresentanza) e presidente pro tempore di un’associazione sindacale militare (ASSO.MIL.), consultato e visualizzato atti relativi a istanze di trasferimento di altri militari tramite il sistema informatico C-PROT, senza un motivo specifico d’ufficio e senza un incarico delegato in tal senso.

 

Tar 2026 - Il presente pronuncio analizza la domanda proposta nel ricorso TAR 2026, riguardante la richiesta di riconoscimento dei diritti contributivi e pensionistici della ricorrente presso l’INPS, in relazione al periodo di lavoro svolto sia in ambito nazionale che internazionale, e la richiesta di tutela in ordine alla continuità e corretta gestione dei versamenti contributivi, nonché alla non restituzione degli importi versati.