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16 settembre 2026

Consiglio Stato, ok decadenza dell'assegnazione dei parcheggi all'ospedale Ifo di Roma

 

 

 

Consiglio Stato, ok decadenza dell'assegnazione dei parcheggi all'ospedale Ifo di Roma (ANSA) - ROMA, 16 SET - Anche per il Consiglio di Stato è legittima la determinazione dirigenziale con la quale a inizio febbraio 2025 il Municipio IX di Roma Capitale ha disposto la decadenza dell'assegnazione provvisoria all'Associazione Guardiamacchine Autorizzati-A.G.A. avente ad oggetto le due aree di parcheggio al servizio dell'Ifo-Istituti Fisioterapici Ospitalieri, dell'Istituto Tumori Regina Elena e dell'Istituto Dermatologico San Gallicano di Roma. La sentenza in questione, quindi, conferma la decisione assunta in primo grado dal Tar del Lazio a metà febbraio scorso. La motivazione della decadenza dell'assegnazione è stata fondata dall'Amministrazione sulla contestata morosità maturata dalla ricorrente e sulla volontà espressa dalla Giunta municipale di rendere gratuito il parcheggio pubblico della struttura ospedaliera. Secondo il Consiglio di Stato "la determinazione del 6 febbraio 2025 richiama espressamente l'art. 17 del regolamento per la disciplina del canone patrimoniale, che contempla, tra le cause di decadenza, il mancato pagamento del canone dovuto previa comunicazione dell'ufficio competente. Il provvedimento dà conto della comunicazione con la quale A.G.A. era stata invitata a regolarizzare la propria posizione, con possibilità anche di richiedere una rateizzazione, nonché delle deduzioni successivamente presentate dall'Associazione; affronta espressamente la contestazione concernente l'esenzione dal canone e la respinge sul rilievo che l'assegnazione non era stata preceduta da gara ad evidenza pubblica. La decadenza non risulta quindi fondata sulla mera esistenza formale di una pretesa creditoria unilateralmente affermata dall'Amministrazione, ma sull'inadempimento dell'obbligo economico previsto dal titolo di assegnazione, dopo la contestazione della morosità e l'esame delle deduzioni dell'interessata". Quanto alle censure sulla successiva destinazione delle aree, le stesse sono state ritenute infondate in quanto "non incidono sull'autonoma e sufficiente ragione posta a fondamento del provvedimento". (ANSA).   

 


 

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