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11 agosto 2026

Tar 2026 - Il TAR dà ragione a 18 ex Forze dell’Ordine: INPS dovrà ricalcolare il TFS con gli scatti stipendiali

 


 

 

 

 

Tar 2026 -  Il TAR dà ragione a 18 ex Forze dell’Ordine: INPS dovrà ricalcolare il TFS con gli scatti stipendiali


La recente pronuncia del TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) n. xxxxxx/2026 rappresenta un importante punto di svolta nel contenzioso riguardante il calcolo del trattamento di fine servizio (TFS) per il personale delle Forze dell’Ordine, in particolare per quanto riguarda il riconoscimento degli scatti stipendiali aggiuntivi. In questa sede, il Tribunale ha accolto il ricorso di 18 ex appartenenti alle Forze di Polizia, riconoscendo il loro diritto a vedere correttamente ricalcolato il TFS includendo gli scatti stipendiali maturati e non riconosciuti dall’INPS.

La decisione si inserisce in un quadro normativo ormai consolidato, in particolare facendo riferimento all’articolo 6-bis del decreto legge 387/1987, che disciplina il trattamento di fine rapporto e i benefici economici correlati. La norma in questione prevede che il personale che abbia maturato almeno 55 anni di età e 35 anni di servizio utile possa beneficiare di determinati aumenti stipendiali, tra cui gli scatti stipendiali, anche in presenza di richiesta di collocamento in quiescenza.

Il TAR ha infatti ritenuto che tale norma sia applicabile anche ai pensionati che abbiano maturato i requisiti richiesti e abbiano presentato domanda di pensionamento, escludendo che il momento della presentazione della domanda costituisca un elemento di decadenza automatica dal beneficio. Questo punto è di particolare rilievo, in quanto si amplia la platea di soggetti potenzialmente beneficiari, chiarendo che il diritto si fonda sulla maturazione dei requisiti e non strettamente sulla tempestività della domanda.

Inoltre, il Tribunale ha sottolineato che l’interpretazione della norma non può essere limitata da letture restrittive o da interpretazioni che ne riducano gli effetti, anche in considerazione della presenza di una chiara previsione legislativa che ne conferma la validità e l’applicabilità. La decisione si è inoltre soffermata sulla decorrenza della prescrizione, respingendo la tesi dell’INPS secondo cui il termine decorreva dalla cessazione del servizio. La sentenza ha infatti affermato che il termine di prescrizione decorre dalla conoscenza effettiva del credito, individuata nella comunicazione di liquidazione del TFS o nell’ordinativo di pagamento, e non dalla cessazione del rapporto di servizio, riconoscendo così la possibilità di tutela anche a soggetti che potrebbero aver tardato a conoscere l’ammontare della propria prestazione.

L’aspetto della prescrizione è fondamentale, in quanto consente di mantenere aperto il diritto al riconoscimento del beneficio anche a distanza di tempo dall’evento di cessazione, purché sia stata effettivamente conosciuta la non corretta liquidazione del trattamento.

La sentenza, infine, condanna l’INPS a ricalcolare il TFS includendo i sei scatti stipendiali riconosciuti, con decorrenza dalla data di maturazione del diritto, e a corrispondere le somme dovute con interessi legali, senza applicare la rivalutazione monetaria. Sono state inoltre condannate le spese di giudizio, con liquidazione di 1.000 euro, oltre agli accessori di legge.

Questa pronuncia rappresenta un precedente importante per il personale delle Forze di Polizia, in quanto chiarisce definitivamente che il beneficio previsto dall’articolo 6-bis del decreto legge 387/1987 si applica anche ai pensionati che abbiano maturato i requisiti e che il mancato riconoscimento degli scatti stipendiali costituisce un diritto ancora tutelabile, purché siano rispettati i termini di prescrizione e le modalità di conoscenza del credito.

Tuttavia, si precisa che la sentenza si riferisce specificamente ai 18 ricorrenti e alla fattispecie di fatto oggetto di causa, e non costituisce, di per sé, un automatismo per l’intera categoria. L’interpretazione fornita dal TAR potrebbe essere soggetta a successivi pronunciamenti e a un’eventuale applicazione da parte di altri giudici, sempre nel rispetto dei principi di diritto affermati.

**Nota:** Questa analisi ha carattere di orientamento generale e non sostituisce una consulenza legale specifica, che dovrebbe essere fornita tenendo conto delle peculiarità del caso concreto.





 

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