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03 agosto 2026

La sentenza della Corte di Cassazione n. 23122/2026 si inserisce nel quadro giurisprudenziale che si occupa della legittimità delle installazioni di dispositivi di rilevamento della velocità, quali gli autovelox, e delle relative autorizzazioni prefettizie. Il caso in esame riguarda una decisione della Prefettura che aveva autorizzato l’installazione di un autovelox su una strada extraurbana, la quale, tuttavia, presentava caratteristiche strutturali e di sicurezza tali da non rispettare le “minime” caratteristiche richieste per le strade di tipo secondario.

 

La sentenza della Corte di Cassazione n. 24180/2026 affronta la questione relativa al trattamento retributivo e alle spettanze connesse alla mensa ospedaliera, con particolare attenzione alla spettanza del buono pasto anche ai lavoratori turnisti e ai turnisti di notte.

 

La pronuncia della Corte di Cassazione n. 24209 del 2026 si inserisce nel contesto delle controversie relative alla responsabilità per sinistri stradali e all’operatività del Fondo di garanzia per le vittime della strada. La decisione si caratterizza per la conferma del rigetto della domanda risarcitoria avanzata dal soggetto danneggiato, in quanto il medesimo non è riuscito a fornire la prova dell’incidente stradale.

 

Il caso in esame riguarda l’indennità di accompagnamento, un benefit riconosciuto a soggetti con disabilità grave ai sensi della normativa vigente, e in particolare si analizza la pronuncia della Corte di Cassazione n. 23859 del 2026, che affronta la questione dei compensi degli avvocati relativamente alla gestione di pratiche connesse alla legge 104/1992 e all’assegno di invalidità.

 

La pronuncia della Corte di Cassazione n. 23855 del 2026 rappresenta un importante punto di riferimento nell’ambito del diritto assicurativo, in particolare sul tema della prova del contratto di assicurazione. La decisione si inserisce nel solco della giurisprudenza consolidata secondo cui il contratto di assicurazione non necessita necessariamente della forma scritta, o di una polizza firmata, per essere considerato valido e provato in giudizio.

 

 

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31 luglio 2026

Tar 2026 - Il caso in esame riguarda un agente della polizia scientifica che ha avuto un conflitto con il proprio superiore durante lo svolgimento di attività di rilievo in occasione di un atto vandalico presso una sede sindacale. La controversia si concentra sulla legittimità della sanzione disciplinare del richiamo scritto irrogata dall’amministrazione e sulla valutazione del comportamento dell’agente e delle istruzioni ricevute.

 

 

Tar 2026 - Il presente giudizio riguarda l’impugnazione della graduatoria del concorso interno, per titoli, per la copertura di 959 posti di vice ispettore del ruolo degli ispettori della Polizia di Stato, bandito con decreto del Capo della Polizia del 4 aprile 2024. La questione centrale riguarda la mancata valutazione di un titolo presentato dal ricorrente, il sig. OMISSIS OMISSIS, consistente nello svolgimento dell’incarico di “Responsabile del posto di foto segnalamento e documentazione Polizia Scientifica presso il Commissariato P.S. di OMISSIS OMISSIS”, conferito in data 11 novembre 2018.

 

Il tema dell’accertamento giudiziale della paternità rappresenta un ambito di grande rilevanza nel diritto di famiglia, poiché coinvolge diritti fondamentali della persona, quali il diritto all’identità e alla verità biologica. La recente pronuncia della Cassazione n. 23921 del 2026 ha confermato, ancora una volta, che il diritto di un figlio di conoscere la propria paternità biologica non decade nel tempo, anche a distanza di decenni.

 

Il principio enunciato dalla sentenza della Corte di Cassazione n. 23484 del 2026 rappresenta un importante precedente nel diritto condominiale italiano, in quanto chiarisce la prevalenza delle norme di legge rispetto alle eventuali limitazioni contenute nel regolamento condominiale in relazione all’installazione di un ascensore finalizzato all’abbattimento delle barriere architettoniche.

 

La sentenza della Corte di Cassazione n. 27627 del 2026 si inserisce nel solco della giurisprudenza più recente relativa ai reati di stalking e alle modalità di esercizio della querela, evidenziando come la gravità delle condotte commesse possa influire sulla natura e sull’efficacia della denuncia.