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03 agosto 2026

La sentenza della Corte di Cassazione n. 24180/2026 affronta la questione relativa al trattamento retributivo e alle spettanze connesse alla mensa ospedaliera, con particolare attenzione alla spettanza del buono pasto anche ai lavoratori turnisti e ai turnisti di notte.

 

 

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La sentenza della Corte di Cassazione n. 24180/2026 affronta la questione relativa al trattamento retributivo e alle spettanze connesse alla mensa ospedaliera, con particolare attenzione alla spettanza del buono pasto anche ai lavoratori turnisti e ai turnisti di notte.

**Fatti e contesto della pronuncia**

Nel caso sottoposto all’esame della Corte, si contestava la legittimità del mancato riconoscimento del buono pasto ai lavoratori che svolgevano il loro servizio in turni notturni e/o a turni rotativi presso strutture sanitarie pubbliche. La questione si inserisce nel più ampio tema delle tutele e diritti dei lavoratori nel settore pubblico, con particolare riguardo alle condizioni di lavoro e ai benefit accessori.

**Principi e statuizioni della Corte di Cassazione**

La Corte di Cassazione ha stabilito che il diritto al buono pasto, quale elemento della retribuzione di fatto e di diritto, spetta anche ai lavoratori turnisti e a quelli operanti nel turno di notte, in quanto tale prestazione costituisce un'indennità di vitto con finalità di sostentamento e di copertura delle esigenze di alimentazione durante l'orario di lavoro, indipendentemente dalla modalità di turnazione.

La motivazione principale si fonda sul principio che il diritto ai benefit accessori, come il buono pasto, non può essere escluso sulla base di una mera differenza di turnazione, poiché tali benefit sono riconosciuti in funzione della prestazione lavorativa resa, e non esclusivamente in relazione alla modalità di svolgimento del servizio.

La sentenza inoltre evidenzia come la mensa ospedaliera rappresenti un elemento di tutela del benessere del lavoratore, e il riconoscimento del buono pasto ai turnisti e ai lavoratori notturni risponde alle esigenze di garantire condizioni di vita dignitose, anche in presenza di turni particolarmente gravosi.

**Implicazioni pratiche e interpretative**

La pronuncia ribadisce il principio secondo cui il diritto al buono pasto non può essere limitato o escluso in modo automatico sulla base di criteri di turnazione, ma va riconosciuto a tutti i lavoratori coinvolti nelle attività sanitarie, senza distinzione di orario.

Inoltre, la sentenza sottolinea come il benefit in oggetto costituisca un elemento della retribuzione di fatto, con conseguente incidenza sul calcolo di altre indennità o benefici collegati, oltre che sulla contribuzione previdenziale e assistenziale.

**Conclusioni**

La decisione della Cassazione chiarisce definitivamente che il diritto al buono pasto spetta anche ai lavoratori turnisti e notturni delle strutture sanitarie pubbliche, rafforzando la tutela dei diritti dei lavoratori nel settore pubblico e precisando l’ampiezza del beneficio riconosciuto.

**Nota:** Questa analisi ha carattere di orientamento generale e non sostituisce una consulenza legale specifica, che dovrebbe essere fornita tenendo conto delle peculiarità del caso concreto. 

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