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13 settembre 2026
Tar 2026 - Il caso in esame riguarda la posizione di un concorrente al concorso pubblico per l’assunzione di 196 commissari della Polizia di Stato, il quale ha presentato domanda per posti riservati ai soggetti con particolari condizioni di invalidità o di inabilità, secondo quanto previsto dall’art. 2, comma 1, lettera a) del bando di concorso. La questione centrale concerne la legittimità della decisione dell’amministrazione di escludere il candidato dalla prova di corsa piana di 1000 metri, in seguito alla richiesta di differimento per motivi di salute e alla successiva partecipazione alla prova in un arco temporale molto ristretto rispetto alla certificazione medica.
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Tar 2026 - la sentenza si occupa di una controversia riguardante ex appartenenti alle Forze di Polizia, congedati a domanda, che rivendicano il diritto a benefici economici in virtù dell’art. 6 bis del D.L. n. 387/1987. La decisione del TAR si inserisce nel contesto delle questioni relative alla tutela dei diritti dei lavoratori pubblici in congedo, in particolare in relazione alle condizioni di accesso e alle modalità di calcolo delle indennità di buonuscita e delle eventuali integrazioni di trattamento.
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Materiale consultabile e scaricabile dalla piattaforma Telegram
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12 settembre 2026
Pubblicazioni nella piattaforma Norme e Diritto: sommario della 37^ settimana del 2026
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11 settembre 2026
Tar 2026 - Il presente ricorso proposto dal Commissario Capo della Polizia di Stato -OMISSIS- concerne l’impugnazione di un provvedimento di diniego della richiesta di collocamento in posizione di fuori ruolo per il periodo compreso tra il 16 luglio 2025 e il 15 luglio 2030, finalizzato a consentire al ricorrente di assumere un incarico presso l’Agenzia FRONTEX. La questione principale riguarda la legittimità di tale diniego, fondato dall’amministrazione sulla presunta mancanza di un interesse specifico e concreto dell’amministrazione stessa ad autorizzare il collocamento in fuori ruolo del funzionario.
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10 settembre 2026
Cassazione 2026 - Il recente intervento della Cassazione, rappresentato dall'ordinanza pubblicata nel 2026, ha segnato un importante passo avanti nel riconoscimento della responsabilità dei produttori di cellulari in relazione ai rischi per la salute derivanti dall’uso di tali dispositivi. La pronuncia si inserisce in un quadro di giurisprudenza consolidata che attribuisce ai produttori un dovere di cautela più rigoroso rispetto alle semplici prescrizioni tecniche, richiedendo loro di adottare misure di informazione e prevenzione adeguate alla natura e alla pericolosità dei beni immessi sul mercato.
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09 settembre 2026
Cassazione 2026 - La pronuncia in esame affronta una vicenda di natura lavoristica riguardante le competenze di fine rapporto e il trattamento di fine rapporto (TFR), con particolare attenzione alla questione del riassorbimento del superminimo e alla conformità delle decisioni di merito. La decisione si caratterizza per l’affermazione della nullità di numerosi motivi di ricorso per cassazione, in particolare per la loro inammissibilità, e per la conferma della sentenza impugnata quale “doppia conforme”.
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Tar 2026 - Il caso oggetto di analisi riguarda un procedimento disciplinare instaurato nei confronti del sig. -OMISSIS-, militare appartenente all’Arma dei Carabinieri, trasferito dal Corpo Forestale dello Stato ai sensi del D. Lgs. 177/2016, e attualmente in servizio con qualifica di -OMISSIS- Scelto Qualifica Speciale. Il procedimento discende dall’asserito comportamento del militare, il quale avrebbe, in qualità di Segretario del COIR (Consiglio Intermedio di Rappresentanza) e presidente pro tempore di un’associazione sindacale militare (ASSO.MIL.), consultato e visualizzato atti relativi a istanze di trasferimento di altri militari tramite il sistema informatico C-PROT, senza un motivo specifico d’ufficio e senza un incarico delegato in tal senso.
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Tar 2026 - Il presente pronuncio analizza la domanda proposta nel ricorso TAR 2026, riguardante la richiesta di riconoscimento dei diritti contributivi e pensionistici della ricorrente presso l’INPS, in relazione al periodo di lavoro svolto sia in ambito nazionale che internazionale, e la richiesta di tutela in ordine alla continuità e corretta gestione dei versamenti contributivi, nonché alla non restituzione degli importi versati.
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08 settembre 2026
La sentenza della Corte di Cassazione n. 24869 del 2026 chiarisce un aspetto di fondamentale importanza riguardante la qualificazione del lavoro svolto in ambito domestico e la relativa disciplina previdenziale applicabile. In particolare, la Corte ha stabilito che non si configura come lavoro domestico quello svolto da dipendenti di un’associazione presso le abitazioni o le strutture degli anziani assistiti, precisando che in tali ipotesi si applica il regime contributivo previdenziale ordinario, anziché quello tipicamente previsto per il lavoro domestico.
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La sentenza della Corte di Cassazione n. 24866/2026 si inserisce nel solco della giurisprudenza che tutela i diritti dei lavoratori, in particolare di coloro che operano in condizioni di turnazione e di intervento continuativo come gli infermieri turnisti, anche durante la notte. La decisione in esame ha chiarito che agli infermieri che svolgono servizi in turni, compresi quelli notturni, spetta il diritto ad usufruire del servizio mensa o del corrispondente buono pasto, qualora il loro svolgimento lavorativo superi una determinata soglia di durata, ovvero almeno sei ore consecutive di lavoro.
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Il caso affrontato dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 32090/2026 riguarda la delicate questione della responsabilità penale in materia di immigrazione clandestina e di favoreggiamento dell’ingresso illegale nel territorio dello Stato, alla luce di un salvataggio in mare e delle relative implicazioni giuridiche.
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Cassazione 2026 - Il caso in esame, riguardante la responsabilità sanitaria in materia di consenso informato e fertilità, si inserisce nel più ampio contesto della tutela dei diritti del paziente e dell’obbligo di informazione da parte del sanitario, così come disciplinato dal quadro normativo nazionale e dalla giurisprudenza di legittimità.
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Cassazione 2026 – Il caso di specie riguarda la responsabilità del gestore di un blog in relazione ai commenti diffamatori pubblicati da terzi sulla piattaforma. La giurisprudenza della Cassazione, con la sentenza n. xxxxxxx del 2026, ha chiarito un principio importante in materia di responsabilità civile e penale del gestore di piattaforme online.
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07 settembre 2026
Cassazione 2026 – La condotta di resistenza a pubblico ufficiale, prevista e punita dall’art. 337 c.p., si configura ogniqualvolta si opponga, in modo veemente o minaccioso, all’esercizio delle funzioni di un pubblico ufficiale, ovvero si opponga con violenza o minaccia all’esercizio di un pubblico servizio. La norma tutela l’autorità pubblica e il corretto svolgimento delle funzioni di pubblici ufficiali, anche in presenza di comportamenti di disobbedienza o contestazione da parte dei cittadini.
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