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06 febbraio 2026

Cassazione 2026 - Sequestro dello smartphone da parte della Polizia Giudiziaria in casi di urgenza: autonomia senza autorizzazione preventiva - La pronuncia della Cassazione, Sezione Terza Penale n. xxxx del 2026, affronta un tema di grande attualità e rilevanza: la legittimità del sequestro di dispositivi elettronici, in particolare smartphone, da parte della polizia giudiziaria in assenza di preventiva autorizzazione giudiziaria, in casi di particolare urgenza.




SENTENZA DELLA CORTE (Grande Sezione) 4 ottobre 2024 ( *1 ) «Rinvio pregiudiziale – Protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali da parte delle autorità competenti a fini di prevenzione, indagine, accertamento e perseguimento di reati – Direttiva (UE) 2016/680 – Articolo 3, punto 2 – Nozione di “trattamento” – Articolo 4 – Principi relativi al trattamento dei dati personali – Articolo 4, paragrafo 1, lettera c) – Principio della “minimizzazione dei dati” – Articoli 7, 8 e 47 nonché articolo 52, paragrafo 1, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea – Requisito secondo il quale le limitazioni all’esercizio di un diritto fondamentale devono essere “previste dalla legge” – Proporzionalità – Valutazione della proporzionalità alla luce di tutti gli elementi pertinenti – Controllo preventivo da parte di un giudice o di un’autorità amministrativa indipendente – Articolo 13 – Informazioni da rendere disponibili o da fornire all’interessato – Limiti – Articolo 54 – Diritto a un ricorso giurisdizionale effettivo nei confronti del titolare del trattamento o del responsabile del trattamento – Indagine di polizia in materia di traffico di stupefacenti – Tentativo di sblocco di un telefono cellulare da parte delle autorità di polizia per accedere, ai fini dell’indagine, ai dati contenuti in tale telefono»

 

 

Tar 2026 - Il caso in esame riguarda un gruppo di ex-poliziotti, i ricorrenti, che chiedono la corretta liquidazione del trattamento di fine servizio (TFS) in relazione all’applicazione dei sei scatti stipendiali di cui all’articolo 6-bis del decreto legge 21 settembre 1987, n. 387. Essi lamentano che il calcolo del TFS non abbia considerato tali scatti, né siano stati rideterminati a seguito di loro istanze, nonostante le comunicazioni di diniego da parte dell’INPS.

 


Il documento analizza la questione della qualificazione giuridica di un incidente ferroviario, specificando che il Tribunale ha escluso di poterlo considerare un infortunio sul lavoro, poiché la prevenzione dei rischi lavorativi richiede un’effettiva identificazione del rischio come tale. In altre parole, non basta che l’incidente si sia verificato durante l’orario di lavoro o in relazione ad un’attività lavorativa per poterlo qualificare come infortunio sul lavoro; occorre che il rischio sia riconducibile alla sfera della salute e sicurezza sul lavoro.

 

La sentenza Cassazione n. 1917/2026 si inserisce nel contesto della responsabilità civile per danni derivanti da caduta in luoghi di pubblico accesso, in particolare negli esercizi commerciali come le farmacie. La decisione analizza i presupposti per il riconoscimento del diritto al risarcimento in relazione a una caduta sulla soglia di marmo di una farmacia, in presenza di condizioni atmosferiche avverse (pioggia) e di precauzioni adottate dal gestore.

 

05 febbraio 2026

Schema di decreto-legge recante “disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica, di attività di indagine dell’autorità giudiziaria in presenza di cause di giustificazione, di funzionalità delle forze di polizia e del ministero dell’interno, nonché di immigrazione e protezione internazionale”

 

Cassazione 2026 – La sentenza della Corte di Cassazione n. xxxx del 2026 si inserisce nel quadro giurisprudenziale di tutela dei diritti dell’imputato nel procedimento penale per reati connessi alla circolazione stradale, in particolare quelli relativi alla guida sotto l’effetto di sostanze alcoliche. La pronuncia si concentra sulla violazione delle garanzie procedurali e sulla validità delle prove acquisite in assenza di un corretto rispetto delle formalità previste dalla legge.

 


 

Cassazione 2026 - La recente pronuncia della Corte di Cassazione n. xxxx del 2026 si inserisce nel solco della giurisprudenza consolidata in materia di responsabilità del datore di lavoro in caso di infortunio sul lavoro, rafforzando ulteriormente i principi di tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori. La decisione affronta in modo approfondito il tema dell’onere del datore di lavoro di adottare misure di prevenzione adeguate, anche in assenza di attività di formazione specifica al lavoratore.

 

Cassazione 2026 – Covid 19 - Class Action e la Giurisdizione** La recente pronuncia della Corte di Cassazione n. XXXX del 2026 rappresenta un importante precedente in materia di competenza giurisdizionale nelle controversie collettive di natura pubblica, in particolare quelle relative a responsabilità statali e regionali in ambito di gestione della pandemia da COVID-19. La decisione si inserisce nel dibattito giuridico circa la corretta attribuzione della giurisdizione tra giudice civile e giudice amministrativo, in relazione a cause intentate per il ristoro di danni derivanti da presunte negligenze nella gestione della crisi sanitaria.

 

La sentenza della Cassazione n. 1837 del 2026 fornisce un chiarimento importante in materia di notifiche legali, in particolare sul perfezionamento delle notifiche a soggetti diversi dal destinatario originario.

 

La sentenza della Corte di Cassazione n. 3595/2026 affronta un caso di omicidio stradale in cui si verifica una complessa problematica giuridica relativa al nesso eziologico tra l’incidente stradale e la successiva morte della vittima, avvenuta a causa di un’infezione nosocomiale contratta durante il ricovero ospedaliero. La decisione fornisce importanti chiarimenti sulla valutazione del nesso causale in presenza di eventi intermedia e sulla rilevanza delle infezioni nosocomiali nel contesto di un procedimento penale per omicidio colposo.

 

 

04 febbraio 2026

Consiglio di Stato 2026 – Polizia di Stato - La sentenza riguarda un importante pronunciamento in materia di limiti di età nei concorsi pubblici, con particolare attenzione alla conformità dei limiti imposti dalla normativa interna e dal bando di concorso rispetto ai principi di non discriminazione enunciati nel diritto dell’Unione Europea e nella Carta dei Diritti fondamentali dell’UE.

 


 

Cassazione 2025 – diritto all’indennità di accompagnamento - La Corte di Cassazione ribadisce che, per il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento, è necessario che ricorrano specifici requisiti di invalidità o incapacità. In particolare, si richiede una **situazione di invalidità totale**, o l’incapacità di compiere gli atti quotidiani della vita, o ancora l’impossibilità di deambulare senza l’assistenza permanente di un accompagnatore. Questa distinzione chiarisce che il beneficio non spetta a soggetti con capacità residua di automantenersi, ma esclusivamente a coloro che presentano una condizione di grave compromissione delle funzionalità.

 

Tar 2026 – la sentenza evidenzia un ricorso contro una decisione amministrativa che ha escluso il ricorrente dalla partecipazione a un corso di formazione per Vice Ispettore della Polizia di Stato, nonostante la sua partecipazione a un precedente percorso formativo come conduttore cinofilo antidroga. La decisione impugnata viene contestata per violazione dei principi di proporzionalità, buon andamento e imparzialità dell’azione amministrativa.

 


 

Tar 2026 - sentenza del Tar del Lazio del 3 febbraio 2026 che ha annullato parte del decreto relativo all'accesso alla formazione per i bagnini.