Cassazione 2026 - La recente pronuncia della Corte di Cassazione n. xxxx del 2026 si inserisce nel solco della giurisprudenza consolidata in materia di responsabilità del datore di lavoro in caso di infortunio sul lavoro, rafforzando ulteriormente i principi di tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori. La decisione affronta in modo approfondito il tema dell’onere del datore di lavoro di adottare misure di prevenzione adeguate, anche in assenza di attività di formazione specifica al lavoratore.
Nel caso di specie, un lavoratore ha subito un infortunio durante l’orario di lavoro. La controparte afferma che l’infortunio sarebbe stato causato da comportamenti imprevedibili o da fattori esterni non attribuibili alla condotta del datore di lavoro. Tuttavia, la Suprema Corte ha confermato la responsabilità del datore di lavoro, sottolineando che quest’ultimo non aveva adottato le misure di prevenzione necessarie, né aveva fornito una adeguata formazione al lavoratore, anche se quest’ultimo non aveva svolto attività specifica di formazione.
1. **Responsabilità del datore di lavoro e obblighi di prevenzione**
La Corte ribadisce che il datore di lavoro ha l’obbligo di garantire un ambiente di lavoro sicuro, adottando tutte le misure preventive idonee a ridurre i rischi, anche quelli derivanti da comportamenti imprevedibili o dall’inosservanza delle norme di sicurezza. La responsabilità si configura non solo in presenza di negligenza o imprudenza, ma anche in caso di omissione di misure preventive fondamentali.
2. **Formazione e informazione come strumenti di tutela**
La sentenza conferma che, anche in assenza di attività di formazione specifica al lavoratore, il datore di lavoro deve comunque fornire un’adeguata informazione sui rischi connessi alle mansioni e sulle modalità di prevenzione. La mancanza di formazione rappresenta un elemento di responsabilità in quanto può contribuire a determinare comportamenti rischiosi.
3. **Onere probatorio e valutazione della responsabilità**
La Corte sottolinea che l’onere di dimostrare l’assenza di responsabilità del datore di lavoro grava su quest’ultimo, e che la valutazione della responsabilità si basa sull’analisi complessiva delle misure di sicurezza adottate e del comportamento del lavoratore. Tuttavia, la mancanza di misure di prevenzione e di formazione può essere considerata elemento sufficiente a riconoscere la responsabilità del datore di lavoro.
La pronuncia del 2026 si distingue per aver attribuito maggiore importanza all’obbligo del datore di lavoro di adottare misure di prevenzione anche in assenza di attività di formazione specifica, evidenziando che la sicurezza sul lavoro non può prescindere da un’attenta valutazione dei rischi e dalla loro prevenzione, anche in situazioni di mansioni semplici o di breve durata.
Inoltre, la sentenza rafforza il principio secondo cui l’assenza di formazione non esime il datore di lavoro dalla responsabilità, qualora si dimostri che le misure di sicurezza erano insufficienti o inesistenti e che tali carenze abbiano contribuito al verificarsi dell’infortunio.
La decisione della Cassazione n. xxxx del 2026 rappresenta un importante punto di svolta nella tutela della salute e sicurezza sul lavoro, evidenziando che la responsabilità del datore di lavoro si estende anche in assenza di attività di formazione specifica, purché siano riscontrabili omissioni o carenze nelle misure di prevenzione e informazione. Essa rafforza l’obbligo di vigilanza e di adozione di misure di sicurezza adeguate, imponendo una responsabilità più rigorosa sul datore di lavoro per la tutela dei propri dipendenti.
L’orientamento espresso dalla Suprema Corte invita i datori di lavoro a una revisione delle politiche di sicurezza, assicurando che tutte le misure preventive siano efficaci e che l’informazione sia adeguata, anche per le mansioni più semplici o per i lavoratori senza formazione specifica, al fine di prevenire incidenti e ridurre il rischio di responsabilità legale.
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