Translate

04 febbraio 2026

Cassazione 2025 – diritto all’indennità di accompagnamento - La Corte di Cassazione ribadisce che, per il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento, è necessario che ricorrano specifici requisiti di invalidità o incapacità. In particolare, si richiede una **situazione di invalidità totale**, o l’incapacità di compiere gli atti quotidiani della vita, o ancora l’impossibilità di deambulare senza l’assistenza permanente di un accompagnatore. Questa distinzione chiarisce che il beneficio non spetta a soggetti con capacità residua di automantenersi, ma esclusivamente a coloro che presentano una condizione di grave compromissione delle funzionalità.

 

 

Cassazione 2025 – diritto all’indennità di accompagnamento - La Corte di Cassazione ribadisce che, per il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento, è necessario che ricorrano specifici requisiti di invalidità o incapacità. In particolare, si richiede una **situazione di invalidità totale**, o l’incapacità di compiere gli atti quotidiani della vita, o ancora l’impossibilità di deambulare senza l’assistenza permanente di un accompagnatore. Questa distinzione chiarisce che il beneficio non spetta a soggetti con capacità residua di automantenersi, ma esclusivamente a coloro che presentano una condizione di grave compromissione delle funzionalità.
 
2. **Requisito dell’assistenza continua di un accompagnatore**:  
Uno dei punti qualificanti della decisione riguarda la natura dell’assistenza richiesta. La Corte afferma che l’elemento determinante è la necessità di **aiuto costante di un accompagnatore**, interpretato come supervisione **continua**. Ciò significa che non basta una presenza occasionale o saltuaria, bensì una presenza stabile e costante, che garantisca la sicurezza e l’assistenza necessarie per la vita quotidiana del soggetto.
 
Un aspetto centrale della pronuncia è che **la residua capacità di deambulazione autonoma** non esclude automaticamente il diritto all’indennità, purché tale capacità possa essere esercitata **solo con la supervisione continua di un accompagnatore**. In altre parole, anche se il soggetto può, in teoria, muoversi autonomamente, se tale movimento richiede il supporto costante di un accompagnatore, questa condizione viene considerata sufficiente ai fini del riconoscimento del beneficio.
 
La Cassazione, nel ribaltare la decisione della Corte d’Appello, sottolinea che l’elemento determinante per il riconoscimento dell’indennità è la presenza di una condizione di grave invalidità o incapacità che richiede assistenza continua. La pronuncia chiarisce e rafforza l’orientamento secondo cui il diritto all’indennità di accompagnamento non dipende solo dalla presenza di difficoltà di deambulazione, ma dalla necessità di un aiuto costante, anche sotto forma di supervisione.
 
La sentenza fornisce indicazioni utili ai giudici e agli operatori sociali e sanitari nel valutare le condizioni di invalidità e nell’individuare i criteri per il riconoscimento dell’indennità. In particolare, si evidenzia che la presenza di capacità di deambulazione autonoma deve essere interpretata in modo restrittivo, considerando le esigenze di assistenza continua come elemento qualificante.
 
In conclusione, la pronuncia della Cassazione rafforza l’importanza dell’assistenza costante come requisito essenziale per il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento, chiarendo che anche una capacità di deambulazione autonoma, se esercitabile solo sotto supervisione continua, può essere considerata insufficiente per escludere il diritto al beneficio. Tale orientamento si inserisce in un quadro interpretativo più ampio volto a tutelare i soggetti con grave disabilità, garantendo loro un livello di assistenza che rispecchi le reali esigenze di vita quotidiana.


 

Nessun commento:

Posta un commento