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03 giugno 2026

Cassazione 2026 - La sentenza in oggetto affronta il delicato tema della configurabilità del reato di resistenza a pubblico ufficiale in relazione a condotte verbali e comportamentali di cittadini nei confronti delle forze dell’ordine, con particolare attenzione alle espressioni di sfida o provocazione rivolte agli agenti.

 


Tar 2026 - Il presente ricorso riguarda l’impugnazione di una determina dell’amministrazione, datata 27.07.2023, con cui è stato disposto il trasferimento d’autorità del ricorrente presso la Stazione Carabinieri Forestale di -OMISSIS-, in seguito alla richiesta di assegnazione al Nucleo xxxxxxx di -OMISSIS-. La questione centrale concerne la legittimità di tale provvedimento, sotto il profilo dell’eccesso di potere, della motivazione e del rispetto delle norme di legge e di buona amministrazione.

 


 

La sentenza della Cassazione n. 14894 del 2026 affronta un tema centrale nel diritto delle sanzioni amministrative pecuniarie, ovvero la possibilità di confermare la sanzione originariamente contestata a un soggetto diverso da quello inizialmente individuato come responsabile, in presenza di determinati presupposti.

 

02 giugno 2026

La sentenza della Cassazione n. 14165 del 2026 fornisce un importante chiarimento in materia di licenziamento disciplinare, in particolare riguardo alle modalità di espressione sui social network e il loro impatto sul rapporto di lavoro.

 

La sentenza della Corte di Cassazione n. 13856/2026 rappresenta un importante precedente in ambito condominiale, in quanto ha affermato che, ai fini della validità delle deliberazioni condominiali, non basta considerare soltanto il numero dei contrari, ma anche i millesimi di proprietà dei condomini che si oppongono alla delibera.

 

"Conflitti di orario e discriminazione nei confronti dei padri lavoratori"

 


CGUE 2026 - La recente sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea del 19 marzo 2026 (causa C-371/24, Comdribus) rappresenta un importante punto di riferimento in materia di trattamento dei dati biometrici in relazione al sospetto di reato. La decisione si inserisce nel quadro delle normative europee, in particolare della Direttiva (UE) 2016/680, e delle garanzie costituzionali garantite dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea.