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02 giugno 2026

"Conflitti di orario e discriminazione nei confronti dei padri lavoratori"

 


 

"Conflitti di orario e discriminazione nei confronti dei padri lavoratori"

La normativa in materia di tutela della maternità e della paternità, in particolare l’art. 53 del D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151 (Testo unico sulla tutela e il sostegno della maternità e della paternità), riconosce specifici diritti ai genitori lavoratori, tra cui la possibilità di richiedere l’esonero dal lavoro notturno per motivi di tutela della genitorialità, in presenza di figli minori.

**Norma di riferimento**

L’art. 53, co. 2, del D.Lgs. 151/2001 stabilisce che:

> “non sono obbligati a prestare lavoro notturno: a) la lavoratrice madre di un figlio di età inferiore a tre anni o, in alternativa, il lavoratore padre convivente con la stessa (…)”.

La norma mira a tutelare la presenza e l’assistenza dei genitori nei primi anni di vita del bambino, riconoscendo loro il diritto di evitare i turni di lavoro notturno, che possono essere particolarmente gravosi e incompatibili con le esigenze di cura e assistenza dei figli minori.

**Intervento giurisprudenziale**

Il Tribunale di Bologna, con sentenza del 9 gennaio 2026, ha affrontato il tema della legittimità del rifiuto del datore di lavoro di concedere l’esonero dal lavoro notturno al lavoratore padre, dipendente di xxxxxx, evidenziando alcuni principi fondamentali:

1. **Estensione del diritto del padre all’esonero**  
   La sentenza chiarisce che il diritto del padre convivente di sottrarsi al lavoro notturno non è subordinato alla condizione che la madre sia anch’essa lavoratrice notturna. La norma tutela entrambe le figure genitoriali, e la sua interpretazione deve essere estensiva, nel senso di riconoscere il diritto anche in assenza di altre circostanze restrittive.

2. **Finalità della normativa**  
   La norma ha lo scopo di garantire una presenza genitoriale attiva nei primi tre anni di vita del bambino, favorendo la conciliazione tra vita familiare e lavorativa e tutelando l’interesse del minore. Essa mira a evitare discriminazioni e a promuovere un’effettiva parità di trattamento tra genitori.

3. **Interpretazione conforme alla ratio**  
   La Corte di Cassazione, con sentenza 25 luglio 2023, n. 22384, ha ribadito che l’interpretazione della norma deve essere orientata alla tutela effettiva della genitorialità, e che il diritto all’esonero non può essere subordinato a condizioni restrittive non testualmente previste. In particolare, non si può sostenere che il padre abbia diritto all’esonero solo se la madre rinuncia o è obbligata a lavorare di notte.

4. **Rispetto del dato letterale e della ratio**  
   La norma non prevede che entrambi i genitori siano obbligati a turni notturni affinché il diritto possa essere esercitato. La lettura restrittiva, che limita il diritto del padre solo in presenza di una condizione di reciprocità con la madre, contrasta con la volontà legislativa di favorire la tutela della genitorialità e l’interesse del minore.

**Incompatibilità dei turni e discriminazione**

Il rifiuto del datore di lavoro di concedere al lavoratore padre l’esonero dai turni notturni, in presenza di figli minori, può configurare una forma di discriminazione indiretta. Questo perché:

- Discrimina i padri rispetto alle madri, che godono di tutela specifica e di un diritto riconosciuto dalla legge senza dover dimostrare condizioni ulteriori.

- Limita ingiustamente la possibilità del padre di partecipare attivamente alla cura e all’assistenza del figlio minore, andando contro la ratio della norma e il principio di pari opportunità tra genitori.

- Può risultare illecito se si configura come un trattamento differenziato ingiustificato, che non trova fondamento nella legge o nella giurisprudenza, e che contrasta con l’obiettivo di favorire la conciliazione tra vita lavorativa e familiare.

**Conclusioni**

La normativa e la giurisprudenza consolidata evidenziano che:

- Il diritto del padre convivente di richiedere l’esonero dal lavoro notturno è riconosciuto in via generale e senza condizioni restrittive legate alla posizione della madre.

- Il datore di lavoro ha l’obbligo di rispettare e garantire tali diritti, interpretando la normativa in modo estensivo e conforme alla ratio di tutela della genitorialità.

- La negazione ingiustificata di tale diritto può configurare discriminazione e può essere impugnata dal lavoratore attraverso strumenti giuridici idonei a far valere le proprie ragioni.

**In sintesi**, ogni interpretazione restrittiva che limiti indebitamente il diritto del padre all’esonero dai turni notturni rappresenta una violazione del principio di parità di trattamento e della tutela della genitorialità, in contrasto con la normativa vigente e la giurisprudenza di legittimità.



 

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