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06 settembre 2026
La sentenza della Cassazione n. 24767 del 2026 si occupa di una questione di diritto relativo alle servitù e alle distanze tra costruzioni, con particolare attenzione alla possibilità di usucapire una servitù anche in presenza di un fabbricato abusivo.
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Il principio affermato dalla Cassazione n. 24771/2026 si inserisce nel quadro della disciplina condominiale, evidenziando come la qualificazione di un vano come parte comune e la sua appartenenza ad un diverso condominio comportino specifici obblighi partecipativi in relazione alle spese di manutenzione, sia ordinarie che straordinarie.
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Il principio affermato dalla Cassazione con la sentenza n. 24809/2026 si inserisce nel quadro della disciplina delle concessioni di utilizzo delle acque pubbliche, con particolare riferimento al rapporto tra il giudicato formatosi su questioni di legittimità e l’interesse ad impugnare atti amministrativi antecedenti.
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Il principio enunciato nella sentenza della Cassazione n. 24768/2026 si inserisce nel più ampio quadro della responsabilità civile per danni derivanti da cose in custodia, e in particolare si applica alle perdite della rete idrica. La pronuncia chiarisce che, ai fini della responsabilità, non è necessario che il soggetto responsabile abbia un rapporto contrattuale con il soggetto danneggiato o un titolo giuridico specifico sul bene, ma è sufficiente che possieda effettivamente poteri di controllo e gestione sulla cosa stessa.
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La pronuncia della Corte di Cassazione n. 32096/2026 si inserisce nel quadro normativo penale relativo alle armi, con particolare attenzione alla disciplina sulla confisca prevista in relazione ai reati connessi alla detenzione, l’uso e il traffico di armi e di oggetti atti ad offendere. La Corte ha ribadito che, ai fini della confisca obbligatoria, devono essere considerati non solo le armi proprie, ma anche ogni altro oggetto idoneo ad offendere, oltre alle munizioni ed esplosivi, in quanto strumenti e materiali che possono essere utilizzati per commettere reati di natura violenta o intimidatoria.
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05 settembre 2026
Pubblicazioni nella piattaforma Norme e Diritto: sommario della 36^ settimana del 2026
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03 settembre 2026
CGUE 2026 – Ue: L'Avvocata Generale condanna il divieto discriminatorio dei tatuaggi nella Polizia italiana, evidenziando disparità di genere e violazione dei diritti delle donne
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Tar 2026 - Il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) con la sentenza n. .... ha chiarito un principio di fondamentale importanza in materia di indennizzo per gli incidenti occorsi in ambito militare, evidenziando che non sussiste un automatismo nel riconoscimento di tale indennizzo in presenza di incidenti avvenuti all’interno delle basi militari o nel tragitto casa-lavoro del personale militare.
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Codice della Strada, ecco le novità: casco e targa per i monopattini, alcolock e stop ai video alla guida. IL TESTO
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Cambiano le multe, 1.000 euro per chi viaggia senza rc auto Più care per monopattini su marciapiedi ma diverse riduzioni, nel complesso in calo del 7%
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Cassazione 2026 – L'istituto dell'oltraggio a pubblico ufficiale, di cui all'art. 341-bis del Codice Penale, rappresenta una fattispecie di reato che tutela l'ordine pubblico e l'agente incaricato di funzioni di pubblica sicurezza. La norma punisce chiunque, con violenza o minaccia, oltraggia un pubblico ufficiale o un incaricato di pubblico servizio nel esercizio delle proprie funzioni.
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Cassazione 2026 – Il tema in esame riguarda la legittimità di una condanna penale inflitta a un soggetto per il rifiuto di prestare il servizio di leva obbligatorio, nell’ambito di un contesto di obiezione di coscienza, e più precisamente in relazione alla disciplina vigente dopo la sospensione del servizio di leva obbligatorio.
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La recente pronuncia della Cassazione, sezione prima civile, con la sentenza n. 22791/2026, rappresenta un importante punto di chiarimento riguardo alla distinzione tra procedimento di reclamo e procedimento sanzionatorio avviato dall’Autorità Garante per la protezione dei dati personali. La decisione si inserisce nel quadro normativo che disciplina le modalità e i termini entro cui l’Autorità può esercitare le proprie funzioni sanzionatorie, precisando alcuni aspetti fondamentali circa i limiti temporali e la decorrenza delle prescrizioni.
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02 settembre 2026
Tar 2026 - Il caso analizzato riguarda un importante pronunciamento del Tribunale Amministrativo Regionale (TAR), che ha accolto il ricorso di un militare dell’Arma dei Carabinieri, riconoscendo la dipendenza da causa di servizio di una patologia tumorale contratta durante il servizio. La sentenza, pubblicata il 17 agosto 2026, rappresenta un significativo precedente in materia di tutela della salute dei militari impegnati in missioni operative in ambienti contaminati, e introduce importanti principi interpretativi in materia di nesso causale tra esposizione a rischi e malattie professionali.
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Cassazione 2026 – La questione riguarda la responsabilità e gli obblighi in materia di sanzioni amministrative derivanti dalla violazione delle norme sul codice della strada (CDS), in particolare in caso di mancata copertura assicurativa di un veicolo e le relative conseguenze per gli eredi del proprietario defunto.
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