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30 dicembre 2025
Sentenza del 18/07/2025 n. 112 - Corte Costituzionale ICI e abitazione principale per coniugi residenti in due abitazioni separate Con riguardo alla disciplina dell’ICI, è incostituzionale l’art. 8, comma 2, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504 (Riordino della finanza degli enti territoriali, a norma dell’articolo 4 della legge 23 ottobre 1992, n. 421), come modificato dall’art. 1, comma 173, lettera b), della legge 27 dicembre 2006, n. 296, recante «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato, (legge finanziaria 2007)», nella parte in cui stabilisce che «[p]er abitazione principale si intende quella nella quale il contribuente, che la possiede a titolo di proprietà, usufrutto o altro diritto reale, e i suoi familiari dimorano abitualmente», anziché «[p]er abitazione principale si intende quella nella quale il contribuente, che la possiede a titolo di proprietà usufrutto o altro diritto reale, dimora abitualmente».
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Sentenza del 8/10/2025 n. 295/Sezione 2 - Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di Lucca Imposta di registro e cessione di immobile con assunzione della quota residua del mutuo In materia di imposta di registro, l’assunzione, all’atto della compravendita di un immobile, di un debito residuo nascente da un mutuo fondiario acceso con riferimento allo stesso immobile da parte del cessionario, rappresenta una dichiarazione di valore reale del bene oggetto dell’atto, da sommarsi al corrispettivo di cessione. Dunque, ai fini della determinazione dell’imposta, il valore del bene va considerato al lordo del debito residuo oggetto di accollo.
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Sentenza del 20/10/2025 n. 677/Sezione 2 - Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di Crotone Contributi “Covid-19” e giurisdizione I contributi a fondo perduto istituiti dall’art. 1, del D.L. 22 marzo 2021, n. 41 (c.d. decreto Sostegni) e dall’art. 1, del D.L. 25 maggio 2021, n. 73 (c.d. decreto Sostegni-bis) non hanno natura tributaria, di talché le controversie relative all’atto di recupero dei contributi suddetti sono devolute alla giurisdizione ordinaria. Così si è espressa la Corte di giustizia tributaria di primo grado di Crotone che, investita del recupero dei contributi a fondo perduto ex decreti “Sostegno” e “Sostegno-bis” per le imprese colpite dall’emergenza epidemiologica “Covid-19”, ha dichiarato il proprio difetto di giurisdizione sulla base della sentenza della Corte Costituzionale 24 luglio 2025, n. 124. Secondo i giudici crotonesi, infatti, tali contributi sono perfettamente assimilabili a quelli previsti dal c.d. decreto Rilancio e dal c.d. decreto Ristori – oggetto della recente pronuncia di incostituzionalità della Consulta – trattandosi anche qui di misure che non costituiscono benefici di natura fiscale “ma integrano piuttosto una misura di aiuto e sostegno economico a favore di una determinata categoria di soggetti”.
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La recentissima pronuncia della Corte di Cassazione n. xxxx del 2025 fornisce importanti chiarimenti in materia di responsabilità penale per diffamazione commessa tramite strumenti telematici, in particolare Internet. La sentenza si inserisce nel solco della giurisprudenza consolidata, precisando alcuni aspetti fondamentali circa l’onere probatorio e i criteri di imputazione della responsabilità in ambito digitale, nonché sulla configurabilità di cause di estinzione del reato.
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Cassazione 2025- La pronuncia della Corte di Cassazione del 31 ottobre 2025 affronta un tema di fondamentale importanza nel diritto sindacale: l’imposizione dell’uso di una lingua straniera, in particolare l’inglese, nelle comunicazioni aziendali o nelle attività sindacali, quale possibile condotta antisindacale. La decisione chiarisce i limiti e le condizioni in cui tale imposizione può essere considerata lesiva dei diritti sindacali e delle libertà dei lavoratori, offrendo un’importante lettura dell’equilibrio tra esigenze aziendali e tutela delle libertà collettive.
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Corte Costituzionale 2025 - - **Normativa nazionale**: La disciplina del settore NCC è regolata dal Codice della Strada (D.lgs. 285/1992) e dal decreto legislativo 179/2012, che ha recepito alcune direttive europee in materia di trasporto di persone. - **Normativa regionale**: Le Regioni hanno competenza legislativa residuale in materia di trasporto pubblico locale, inclusi i servizi di noleggio con conducente, secondo quanto previsto dall’articolo 117 della Costituzione italiana.
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29 dicembre 2025
Consiglio di Stato 2025 - Il presente pronuncio del Consiglio di Stato, Sezione Seconda, riguarda un ricorso proposto dal ricorrente avverso provvedimenti amministrativi riguardanti il riconoscimento della dipendenza da causa di servizio di patologie contratte durante il servizio militare, con conseguente richiesta di pensione privilegiata e di equo indennizzo. La decisione definitiva, con annullamento degli atti impugnati, rappresenta un intervento di rilievo sulla corretta interpretazione e applicazione delle norme relative al riconoscimento delle cause di servizio e ai relativi benefici.
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La sentenza della Suprema Corte di Cassazione n. xxxxx del 2025 affronta il delicato tema della validità delle contestazioni e delle impugnazioni relative alla guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o in stato di ebbrezza. In particolare, si evidenzia un principio importante riguardante la possibilità di contestare, in sede di Cassazione, le accuse specifiche e le ammissioni relative all’assunzione di cocaina e allo stato di ebbrezza, subordinata alla presenza di un motivo di appello specifico.
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Consiglio di Stato 2025 - Il TAR Campania ha, su istanza del ricorrente, disposto la sospensione dell’efficacia dell’atto che prevedeva il suo rientro immediato dalla sede di XXX alla sede di XXXX. La decisione ha riconosciuto, quindi, la sussistenza di un interesse qualificato alla sospensione, in particolare per tutelare la posizione del ricorrente.
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Consiglio di Stato 2025 - L’appellante, appartenente alla Marina militare, ha proposto ricorso avverso gli atti che hanno disposto la sospensione disciplinare dall’impiego per due mesi, intendendo ottenere l’annullamento di tale provvedimento. La vicenda si inserisce in un contesto di giustizia amministrativa, dove l’interesse dell’amministrazione militare a mantenere l’ordine e la disciplina si scontra con le prerogative dell’individuo di impugnare eventuali provvedimenti ritenuti ingiusti o illegittimi.
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28 dicembre 2025
Consiglio di Stato 2025 - Il presente pronuncio del Consiglio di Stato, Sezione Seconda, riguarda un ricorso proposto dal ricorrente avverso provvedimenti amministrativi riguardanti il riconoscimento della dipendenza da causa di servizio di patologie contratte durante il servizio militare, con conseguente richiesta di pensione privilegiata e di equo indennizzo. La decisione definitiva, con annullamento degli atti impugnati, rappresenta un intervento di rilievo sulla corretta interpretazione e applicazione delle norme relative al riconoscimento delle cause di servizio e ai relativi benefici.
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Tar 2025 - Il presente procedimento riguarda un ricorso proposto da parte di un luogotenente dell’Esercito Italiano, che ha impugnato un provvedimento datato 21 dicembre 2021, con il quale gli è stata disposta l’immediata sospensione dal servizio a causa della mancata osservanza dell’obbligo vaccinale anti SARS-CoV-2. La sospensione comporta anche la mancata corresponsione della retribuzione durante il periodo di sospensione. Il ricorrente ha contestato tale provvedimento sotto vari profili di illegittimità, anche alla luce delle direttive ministeriali applicate.
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Consiglio di Stato 2025 - Il ricorrente, Assistente Capo della Polizia di Stato, dal 2015 è stato collocato “fuori ruolo” ai sensi dell’art. 1 della legge n. 1114/1962, per svolgere incarichi presso istituzioni europee, tra cui, più recentemente, il Servizio Europeo per l’Azione Esterna (SEAE) con sede a Bruxelles. Tale posizione di fuori ruolo, confermata fino al 31 maggio 2024, è stata oggetto di richiesta di proroga fino al 31 dicembre 2029, presentata dal ricorrente. Tuttavia, il Ministero dell’Interno, attraverso la Direzione centrale per gli affari generali e le politiche del personale della Polizia di Stato, ha comunicato l’intenzione di non accogliere la proroga, motivando la decisione con interventi strategici di contenimento delle risorse impiegate all’estero e la carenza organica.
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Consiglio di Stato 2025 - Il presente giudizio riguarda un gruppo di 34 appartenenti alle Forze Armate (esercito e Arma dei Carabinieri) con grado di dirigente o assimilato, che impugna diverse note e circolari emanate dalla Direzione Generale per il Personale Militare del Ministero della Difesa e dallo Stato Maggiore della Difesa, aventi ad oggetto il mancato ripristino della progressione economica automatica per classi e scatti stipendiali a decorrere dal 2011.
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Consiglio di Stato 2025 - Il caso riguarda il sig. -OMISSIS-, che ha impugnato, con ricorso al Consiglio di Stato, un provvedimento della Prefettura di Prato di diniego dell’istanza di riesame del decreto di divieto di detenzione armi, nonché il successivo decreto di rigetto e il provvedimento di sospensione/rilascio di autorizzazioni correlate. La controversia si inserisce nel contesto della normativa sulla tutela della pubblica sicurezza e sulla regolamentazione della detenzione e porto di armi, con particolare riferimento al TULPS (Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza), alla legge n. 110/1975 e alle circolari interpretative del Ministero dell’Interno.
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