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28 agosto 2026

Tar 2026 - Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha emesso un'ordinanza che conferma la validità e l'efficacia del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) del 25 marzo scorso, che recepisce l'accordo tra Governo, Regioni e Province autonome concernente i criteri di valutazione dell’esperienza professionale e il riconoscimento dell’equipollenza dei titoli pregressi alla laurea abilitante all’esercizio della professione sanitaria di osteopata.

 

 

 

 

Tar 2026 - Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha emesso un'ordinanza che conferma la validità e l'efficacia del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) del 25 marzo scorso, che recepisce l'accordo tra Governo, Regioni e Province autonome concernente i criteri di valutazione dell’esperienza professionale e il riconoscimento dell’equipollenza dei titoli pregressi alla laurea abilitante all’esercizio della professione sanitaria di osteopata. 

Il punto centrale della decisione riguarda il rigetto delle censure mosse dai ricorrenti, i quali contestavano la normativa per le penalizzazioni che essa imporrebbe a coloro che – pur avendo conseguito il titolo di osteopata sulla base del quadro normativo previgente – sarebbero ora obbligati ad intraprendere un nuovo percorso formativo. In particolare, i ricorrenti lamentavano che tale disposizione avrebbe ingiustamente penalizzato le loro posizioni, creando incertezze e potenziali ostacoli all’esercizio della professione.

Il TAR del Lazio ha invece ritenuto che il DPCM in oggetto sia coerente con le finalità di interesse pubblico sancite dalla normativa primaria, ovvero garantire alla collettività servizi e prestazioni adeguati in ambito sanitario. La tutela della salute pubblica costituisce un interesse superiore che giustifica l’adozione di norme che, seppure penalizzanti per alcuni operatori, mirano a garantire standard uniformi e elevati di qualità professionale.

In merito alla procedura istruttoria, il Tribunale ha evidenziato che essa appare adeguata e rispettosa dei principi di trasparenza e partecipazione. Il confronto preventivo con gli stakeholder, unitamente all’acquisizione di pareri favorevoli da parte del Consiglio Superiore di Sanità e del Consiglio Universitario Nazionale, rafforzano la legittimità e la legittimità procedimentale del DPCM. Tali elementi attestano un percorso decisionale condiviso e trasparente, conforme ai principi di buon andamento dell’azione amministrativa.

In conclusione, il giudice amministrativo ha disposto che non vi sia sospensione dell’efficacia del DPCM, confermando che le misure adottate sono compatibili con le finalità di tutela della salute pubblica e rispettano le procedure di consultazione e di valutazione degli interessi coinvolti. Ciò contribuisce a rafforzare il quadro normativo di riferimento, garantendo uniformità e certezza nel riconoscimento delle qualifiche professionali nel settore osteopatico.

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**Nota:** Questa analisi ha carattere di orientamento generale e non sostituisce una consulenza legale specifica, che dovrebbe essere fornita tenendo conto delle peculiarità del caso concreto.

 


 

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