Consiglio d'Europa, Italia non viola i diritti dei pompieri sui salari Il sindacato Conapo perde il reclamo sulla non retroattività del DL 76/2020 (ANSA) - STRASBURGO, 16 FEB - L'Italia non sta violando i diritti dei pompieri assunti e andati in pensione prima del primo gennaio 2020, a cui non sono state applicate retroattivamente le misure previste dal decreto legge 76/2020, che ha innalzato i salari e le pensioni dei vigili del fuoco per equipararli a quelli di altre forze di polizia impiegati in funzioni analoghe, così come previsto nella legge 183 del 4 novembre 2010. L'ha stabilito, con un solo voto contrario, il comitato sociale europeo, organo del Consiglio d'Europa, decidendo sui due reclami del Sindacato Autonomo dei vigili del fuoco (Conapo). Nei reclami si sostiene che i pompieri potevano legittimamente aspettarsi che l'innalzamento del salario e della pensione fosse retroattivo perché era previsto dalla legge emanata nel 2010 che il legislatore ha impiegato più di 10 anni per attuare. Il sindacato afferma che il ritardo nell'attuare la legge del 2010 ha discriminato fino al 2020 tutti i pompieri rispetto a chi svolgeva funzioni analoghe nelle altre forze di polizia. Ma il comitato sociale europeo ha sposato la posizione del governo italiano che afferma che la legge n. 183/2010 era programmatica, e quindi lasciava "ampia discrezionalità al legislatore sia sui tempi che sul contenuto del successivo intervento legislativo", e indica che la decisione di non applicare le misure del 2020 retroattivamente rientra nel margine di apprezzamento dello Stato e non costituisce una discriminazione. (ANSA).
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