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23 dicembre 2025

La pronuncia della Corte di Cassazione n. 33461 del 2025 affronta un aspetto fondamentale del diritto del lavoro e della sicurezza sociale, in particolare riguardo alle modalità di tutela del lavoratore che intende ottenere una rendita vitalizia mediante il versamento della riserva matematica presso l’INPS. La vicenda riguarda la qualificazione giuridica dell’azione proposta dal lavoratore e le conseguenze processuali connesse.

 

 



La pronuncia della Corte di Cassazione n. 33461 del 2025 affronta un aspetto fondamentale del diritto del lavoro e della sicurezza sociale, in particolare riguardo alle modalità di tutela del lavoratore che intende ottenere una rendita vitalizia mediante il versamento della riserva matematica presso l’INPS. La vicenda riguarda la qualificazione giuridica dell’azione proposta dal lavoratore e le conseguenze processuali connesse.

Principali punti della sentenza:

1. **Tipo di azione proposta dal lavoratore**:  
   La Corte chiarisce che l’azione del lavoratore, volta a ottenere dal datore di lavoro il versamento della riserva matematica per la costituzione di una rendita vitalizia presso l’INPS, non ha natura di domanda di risarcimento del danno.  
   
2. **Natura della domanda**:  
   La domanda in esame è di natura costitutiva e tende a creare una posizione di diritto, ossia la rendita vitalizia, e non di natura claim risarcitorio volto a ottenere un’indennità per un danno subito.

3. **Impossibilità di agire in via surrogatoria**:  
   La pronuncia evidenzia che il lavoratore non può agire in via surrogatoria nei confronti dell’INPS, ma deve formulare una domanda diretta al datore di lavoro, finalizzata alla costituzione della rendita.

4. **Litisconsorzio necessario**:  
   La Cassazione sottolinea che, trattandosi di domanda costitutiva che coinvolge necessariamente anche l’INPS, il procedimento deve essere instaurato nel rispetto del litisconsorzio necessario con l’Istituto di previdenza. Ciò implica che l’INPS deve essere parte del giudizio fin dall’origine, in modo da garantire la corretta tutela degli interessi di tutte le parti interessate.

5. **Implicazioni pratiche**:  
   La sentenza chiarisce che la richiesta di versamento della riserva matematica da parte del datore di lavoro, finalizzata alla costituzione di una rendita vitalizia, non può essere considerata una domanda di risarcimento danni, ma una domanda di natura costitutiva, con conseguente obbligo di coinvolgimento diretto dell’INPS nel procedimento giudiziario.

Implicazioni per il diritto del lavoro e la previdenza sociale:

- La distinzione tra domanda risarcitoria e domanda costitutiva è fondamentale, poiché determina le modalità di instaurazione del giudizio e i soggetti coinvolti.
- La presenza dell’INPS come parte necessaria è imprescindibile quando si tratta di azioni volte a istituire una rendita vitalizia, affinché si tuteli l’interesse pubblico e si garantisca la corretta esecuzione delle procedure previdenziali.
- La sentenza rafforza il principio secondo cui le pretese di natura previdenziale devono essere trattate in modo specifico, rispettando le regole del processo civile e le norme sulla partecipazione necessaria.

In conclusione:

La Cassazione n. 33461/2025 rappresenta un importante chiarimento sulla natura dell’azione del lavoratore che mira alla costituzione di una rendita vitalizia. Essa rimarca che tale azione non ha natura risarcitoria, ma costitutiva, e che deve essere proposta nel rispetto del litisconsorzio necessario con l’INPS. Tale orientamento rafforza la tutela delle procedure previdenziali e garantisce un’efficace tutela dei diritti del lavoratore, evitando che si instaurino giudizi infondati o in modo non conforme alle regole processuali.
 

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