'Esposizione ad amianto', risarciti i parenti di un militare morto
Sentenza del Tribunale di Lecce.
Indennizzo ridotto per presunto 'concorso del fumo
(ANSA) - TARANTO, 22 DIC - Il Tribunale civile di Lecce,
prima sezione, ha riconosciuto il diritto al risarcimento dei
familiari di un maresciallo della Marina Militare, originario di
Taranto, morto nel 2015 all'età di 65 anni per carcinoma
polmonare, disponendo un indennizzo complessivo che, tra
capitale, rivalutazioni e spese, sfiora i 500mila euro.
Il giudice monocratico Biagio Politano ha accertato che
l'esposizione professionale all'amianto durante il servizio,
svolto dal 1969 al 1998 su navi e strutture militari, è stata
concausa determinante della malattia. Secondo la sentenza, la
presenza dell'amianto negli ambienti di lavoro non è mai stata
smentita dall'Amministrazione ed è risultata non occasionale, in
assenza di adeguate misure di protezione.
Determinanti le conclusioni della consulenza medico-legale,
che ha evidenziato il ruolo sinergico tra amianto e fumo di
sigaretta, entrambi cancerogeni certi, sottolineando anche la
presenza di una patologia amianto-correlata pregressa, le
placche pleuriche. Il Tribunale ha tuttavia applicato una
riduzione del 40% del risarcimento per il concorso del fumo. Ai familiari, assistiti dall'avvocato Ezio Bonanni,
presidente dell'Osservatorio Nazionale Amianto (Ona), sono stati
liquidati oltre 100mila euro alla vedova e somme tra i 110mila e
i 115mila euro a ciascun figlio, oltre accessori e spese legali. Commentando la decisione, l'Ona rileva: "La riduzione del
risarcimento per il presunto concorso del fumo non può essere
condivisa e sarà oggetto di appello. Nei casi di esposizione
qualificata ad amianto, il fumo non spezza il nesso causale ma
agisce in sinergia, senza attenuare la responsabilità
datoriale". (ANSA).
22/12/2025 11:04
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