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15 novembre 2025

La sentenza della Cassazione n. 36278 del 2025 affronta un tema centrale nel diritto fallimentare e penale: la distinzione tra responsabilità penale per reato prefallimentare e le conseguenze di eventuali condotte fraudolente volte a ostacolare il fallimento.

 

 

La sentenza della Cassazione n. 36278 del 2025 affronta un tema centrale nel diritto fallimentare e penale: la distinzione tra responsabilità penale per reato prefallimentare e le conseguenze di eventuali condotte fraudolente volte a ostacolare il fallimento.  

**Contesto e profilo giuridico**  
La pronuncia si inserisce nel quadro delle norme sulla bancarotta fraudolenta, disciplina prevista dall’art. 216 e seguenti della legge fallimentare, che punisce comportamenti illeciti volti a sottrarre beni o risorse al patrimonio del fallito per favorire interessi personali o di terzi.  

In particolare, la sentenza chiarisce che l’assenza di responsabilità penale per reati prefallimentari di operazioni dolose (come le false dichiarazioni o alterazioni contabili che non rientrano nel concetto di bancarotta fraudolenta) non esclude, automaticamente, la possibilità di condannare per bancarotta fraudolenta distrattiva derivante da condotte fraudolente specifiche, quali l’emissione di fatture false.  

**Punto focale della decisione**  
La Cassazione sottolinea che, anche quando non venga ravvisata una responsabilità penale per reati prefallimentari generici, può comunque sussistere la responsabilità per bancarotta fraudolenta se emerge che il fallimento è stato favorito da condotte fraudolente specifiche, come l’emissione di fatture false.  

In questo caso, le fatture false hanno consentito di accumulare risorse (liquidità, crediti) che sono state successivamente di distratte, cioè sottratte al patrimonio fallimentare per finalità illecite. La condotta distrattiva, se dimostrata, costituisce elemento centrale per la configurazione della bancarotta fraudolenta e la relativa condanna, indipendentemente dalla sussistenza di altri reati prefallimentari.  

**Implicazioni pratiche e giuridiche**  
La decisione ribadisce che la responsabilità penale per reati prefallimentari non è condizione necessaria per la condanna per bancarotta fraudolenta. Ciò implica che gli imputati non possono sottrarsi alla responsabilità penale semplicemente dimostrando di non aver commesso altri reati prefallimentari, ma devono poter essere condannati sulla base delle condotte fraudolente specifiche di distrazione patrimoniale.  

Inoltre, la sentenza sottolinea l’importanza delle prove di operazioni false e delle loro conseguenze patrimoniali, rafforzando il ruolo della prova documentale (fatture false, movimenti finanziari) nella ricostruzione delle condotte fraudolente.  

**Conclusioni**  
In definitiva, la sentenza della Cassazione chiarisce che, nel contesto della bancarotta fraudolenta, la responsabilità penale può derivare da condotte di frode specifiche, come l’emissione di fatture false, anche in assenza di responsabilità per altri reati prefallimentari. Questo rafforza la tutela del patrimonio fallimentare e la lotta alle frodi patrimoniali, sottolineando che la responsabilità penale è legata alle concrete condotte distrattive e fraudolente, indipendentemente dall’eventuale assenza di altri reati. 

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