La sentenza della Cassazione n. 29283 del 2025 affronta un tema cruciale in materia di accertamento fiscale, in particolare riguardo all’applicazione degli studi di settore e alle conseguenti verifiche da parte dell’Agenzia delle Entrate.
**Contesto e principio di fondo:**
Gli studi di settore sono strumenti di analisi statistica e di confronto tra i dati dichiarati dai contribuenti e le medie di settore. Quando i risultati dell’analisi indicano uno scostamento significativo tra i redditi dichiarati e quelli stimati dagli studi di settore, l’Amministrazione finanziaria può avviare un procedimento di accertamento per verificare la correttezza delle dichiarazioni.
**Rilevanza dello scostamento:**
La sentenza sottolinea che, in presenza di uno scostamento di estrema rilevanza tra i dati dichiarati e quelli stimati, le Entrate sono obbligate a procedere con ulteriori indagini. Ciò implica che uno scostamento elevato non può essere trascurato o considerato sufficiente da solo per determinare un accertamento, ma deve attivare un approfondimento per accertare le cause di tale divergence.
**Implicazioni pratiche:**
- **Obbligo di approfondimento:** Quando lo scostamento è considerevole, l’ufficio deve adottare un approccio più investigativo, raccogliendo ulteriori elementi di prova, come documenti, dichiarazioni, o altre fonti di informazione, per verificare la fondatezza delle discrepanze.
- **Limitazioni alla presunzione automatica:** La sentenza evidenzia che uno scostamento rilevante non può essere automaticamente qualificato come reddito evaso, ma deve essere accompagnato da un’attività di verifica più approfondita.
- **Giurisprudenza di riferimento:** La Cassazione rimarca il principio che l’adozione di un accertamento basato esclusivamente sullo scostamento senza ulteriori indagini può essere considerata illegittima, rafforzando così il principio di corretta e motivata attività di accertamento.
**Conclusioni:**
In sintesi, la sentenza n. 29283 del 2025 ribadisce che, quando si verifica uno scostamento di estrema rilevanza tra i dati dichiarati e quelli stimati dagli studi di settore, le Entrate sono tenute a svolgere ulteriori indagini per verificare le cause di tale divergenza. Questo approccio garantisce un equilibrio tra il diritto del contribuente alla presunzione di innocenza e l’obbligo dell’Amministrazione di accertare correttamente le basi imponibili con attività di verifica approfondite e motivate.
**Note finali:**
Per i contribuenti, questa sentenza rappresenta un importante precedente che limita l’uso automatizzato degli studi di settore come strumento di accertamento, sottolineando la necessità di un’attività di indagine più articolata in presenza di scostamenti rilevanti. Per le Entrate, invece, rafforza l’obbligo di motivare adeguatamente gli accertamenti e di non trascurare eventuali margini di approfondimento, soprattutto quando i dati emergenti sono di grande entità.
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