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15 novembre 2025

La pronuncia della Cassazione n. 29760 del 2025 affronta una questione importante riguardante il risarcimento dei danni in caso di caduta su un’area pubblica, in particolare in relazione alla presenza di insidie prevedibili e alla responsabilità del soggetto obbligato alla tutela del decoro e della sicurezza.

 

 

 

La pronuncia della Cassazione n. 29760 del 2025 affronta una questione importante riguardante il risarcimento dei danni in caso di caduta su un’area pubblica, in particolare in relazione alla presenza di insidie prevedibili e alla responsabilità del soggetto obbligato alla tutela del decoro e della sicurezza.

**Contesto e fatti di causa:**
Una donna ha subito una caduta sulla scalinata di Trinità dei Monti a Roma, riportando danni. La questione centrale riguarda se il proprietario o l’amministratore della scalinata fosse responsabile per il danno subito, considerando la presenza di uno scalino scivoloso, che poteva essere considerato un’insidia prevedibile.

**Principali punti della pronuncia:**
1. **Prevedibilità dell’insidia:** La Cassazione ha stabilito che l’insidia rappresentata da uno scalino scivoloso era prevedibile, considerando l’uso comune e le condizioni climatiche o di manutenzione che potevano favorire la formazione di ghiaccio o umidità sulla superficie.

2. **Responsabilità del soggetto tenuto alla tutela:** La responsabilità del proprietario o dell’amministratore della scalinata si fonda sul principio che chi ha il dovere di garantire la sicurezza di un bene pubblico o privato, deve adottare tutte le misure necessarie per eliminare o ridurre i rischi prevedibili.

3. **Esclusione del risarcimento:** La Cassazione, nel confermare la sentenza di merito, ha ritenuto che l’evento dannoso fosse riconducibile alla condizione prevedibile dell’insidia, e quindi non imputabile a negligenza specifica o a una mancanza di attenzione da parte di chi gestisce la scalinata. In altre parole, la caduta è considerata un rischio naturale e prevedibile, e non un evento imprevedibile o anomalo.

4. **Implicazioni pratiche:** La decisione sottolinea l’importanza di interventi di manutenzione preventiva e di idonee misure di sicurezza per evitare incidenti correlati a insidie prevedibili. La presenza di insidie naturali o prevedibili può escludere il diritto al risarcimento, se non sono state adottate le misure necessarie per prevenirle.

**Impatto e riflessioni:**
- La sentenza ribadisce il principio secondo cui il danno derivante da rischi prevedibili e ordinari non dà automaticamente diritto a risarcimento, a meno che non si dimostri una negligenza grave o una mancata adozione di misure preventive adeguate.
- La responsabilità si limita a quelle condizioni di insidia che non erano prevedibili o che si sono verificati a causa di negligenza grave nel mantenimento o nella vigilanza.
- La decisione evidenzia l’importanza di una corretta gestione e manutenzione di luoghi pubblici frequentati dal pubblico.

**In conclusione:**
La Cassazione n. 29760 del 2025 conferma che, in presenza di insidie prevedibili come uno scalino scivoloso, il soggetto gestore del luogo non è automaticamente responsabile del danno, se non si dimostra che non abbia adottato tutte le misure di sicurezza necessarie. La previsione dell’insidia e la mancanza di interventi preventivi adeguati sono elementi cruciali nel determinare la responsabilità e il diritto al risarcimento. 

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