Tar 2026 - Carabinieri - La sentenza del Tar del 2026 si inserisce in un più ampio di percorso di tutela dei diritti dei militari, in particolare relativamente ai criteri e alle modalità di valutazione delle condizioni di idoneità all’avanzamento di carriera. La pronuncia si distingue per aver riconosciuto un principio fondamentale volto a contrastare le valutazioni automatizzate, sproporzionate e prive di adeguata motivazione nei procedimenti di giudizio di inidoneità all’avanzamento, in presenza di sanzioni disciplinari di lieve entità.
Il giudice amministrativo ha chiarito che, in ambito militare, l’attribuzione di un giudizio di inidoneità all’avanzamento “ad anzianità” deve essere basata su un’analisi rigorosa e motivata, e non su automatismi o formule di stile. In particolare:
- **Requisito di motivazione rafforzata e puntuale:** La decisione sottolinea che, anche in presenza di sanzioni disciplinari di lieve entità (come richiami o rimproveri), l’atto di valutazione deve essere corredata da una motivazione dettagliata che giustifichi adeguatamente l’esito negativo, evitando valutazioni generiche o arbitrarie.
- **Principio di proporzionalità:** È stato ribadito che il giudizio di inidoneità non può derivare in modo automatizzato o sproporzionato rispetto alla sanzione disciplinare già subita. La proporzionalità tra sanzione e conseguente valutazione è un principio cardine che tutela i diritti del militare, riconoscendo che sanzioni di lieve entità non devono comportare conseguenze gravemente lesive per la carriera.
- **Valutazione individuale e motivata:** L’atto di valutazione deve poggiare su elementi concreti, specifici e motivati, e non su formule standard o valutazioni di carattere generale, al fine di rispettare i diritti fondamentali del militare.
Il Tar ha accolto l’istanza cautelare presentata dal militare, riconoscendo la piena consapevolezza della portata lesiva di un giudizio di inidoneità all’avanzamento sulla carriera e sulla vita personale del militare. Conseguentemente, ha ordinato all’Amministrazione di rivalutare il militare entro 60 giorni, sottolineando l’importanza di un procedimento trasparente, motivato e rispettoso dei principi di proporzionalità e di tutela dei diritti fondamentali del soggetto interessato.
Questa decisione rappresenta un punto di svolta rispetto alla prassi consolidata, spesso caratterizzata da valutazioni automatizzate e sproporzionate che penalizzano ingiustamente i militari. La sentenza invoca un principio di garanzia che rafforza la tutela dei diritti fondamentali dei militari, in linea con le più recenti pronunce della giurisprudenza costituzionale e amministrativa.
- Il Tar ricorda che le valutazioni di idoneità all’avanzamento devono essere basate su criteri oggettivi, motivati e proporzionati;
- Condanna le valutazioni automatizzate e prive di adeguata motivazione;
- Riafferma il diritto del militare a una valutazione individuale, trasparente e giustificata;
- Rende obbligatoria la rivalutazione del soggetto entro un termine ragionevole, a tutela della sua carriera e dei suoi diritti fondamentali.
Il principio affermato dalla sentenza costituisce un’importante conquista giurisprudenziale in ambito militare, rafforzando il diritto alla motivazione e alla proporzionalità nelle valutazioni di carriera. Si tratta di un passo avanti verso una maggiore tutela dei diritti dei militari, contrastando pratiche di valutazione automatica e sproporzionata che rischiano di compromettere ingiustamente le carriere e la dignità degli operatori delle Forze Armate.

Nessun commento:
Posta un commento