**Sentenza Cassazione n. 2376/2026 riguardante il licenziamento dell’autista dell’ATAC trovato positivo alla cannabis**
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**Introduzione**
La sentenza Cassazione n. 2376/2026 si inserisce nel solco della giurisprudenza consolidata in materia di tutela del rapporto di lavoro e sicurezza sul lavoro, affrontando il tema del licenziamento di un dipendente pubblico, in particolare di un autista di trasporto pubblico locale, trovato positivo al test antidroga. La decisione si concentra sulla legittimità del provvedimento di licenziamento in relazione alla positività al THC (principale componente psicoattiva della cannabis), sottolineando il ruolo della responsabilità del lavoratore nel rispetto delle norme di sicurezza e delle direttive aziendali.
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**Fatti di causa**
L’autista di ATAC era stato sottoposto a test delle urine, risultato positivo alla presenza di sostanze psicoattive derivanti dalla cannabis. Successivamente, l’azienda aveva adottato nei suoi confronti un provvedimento di licenziamento per giusta causa, ritenendo che la positività al test compromettesse la sicurezza dei passeggeri e la regolarità del servizio pubblico.
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**Posizione delle parti**
- **Lavoratore:** Contestava il licenziamento sostenendo che la positività al test non implicava necessariamente un uso recente o pericoloso di sostanze stupefacenti, e che non vi fosse stato un accertamento medico che dimostrasse un rischio concreto per la sicurezza.
- **Datore di lavoro (ATAC):** Argomentava che la presenza di THC nel corpo del dipendente, anche in assenza di sintomi evidenti, rappresenta un rischio per la sicurezza e la salute pubblica, e che il licenziamento fosse legittimo in quanto esercizio di un potere datoriale di tutela della sicurezza sul lavoro e della continuità del servizio pubblico.
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**Principi di diritto e argomentazioni della Corte**
La Corte di Cassazione, nel confermare la legittimità del licenziamento, si richiama ai seguenti principi cardine:
1. **Responsabilità del lavoratore e obbligo di diligenza:** Il lavoratore ha l’obbligo di rispettare norme di sicurezza, specialmente in ruoli che comportano la guida di veicoli pubblici. La positività alle sostanze stupefacenti costituisce una violazione grave di tale obbligo.
2. **Presunzione di pericolosità e rischio per la sicurezza:** La presenza di THC nel corpo, anche se non accompagnata da sintomi clinici evidenti, può influire sulle capacità di attenzione, reattività e giudizio del conducente, ponendo a rischio la sicurezza dei passeggeri e dei terzi.
3. **Normativa interna e regolamentazione del settore pubblico:** L’adozione di test antidroga e le conseguenti sanzioni sono compatibili con i principi di legalità e proporzionalità, purché rispettino le procedure e i diritti del lavoratore.
4. **Giurisprudenza consolidata:** La Corte richiama precedenti sentenze (ad esempio, Cass. n. 14050/2017), affermando che la positività alle sostanze stupefacenti, in un ruolo di guida, può giustificare il licenziamento per giusta causa, in quanto comporta una violazione grave dei doveri di diligenza e di sicurezza.
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**Valutazione della legittimità del licenziamento**
La Cassazione conclude che:
- Il test delle urine rappresenta un metodo idoneo e affidabile per accertare l’uso di sostanze stupefacenti.
- La positività al THC, in un autista di veicoli pubblici, pone un rischio concreto e attuale per la sicurezza pubblica.
- La normativa interna dell’azienda e la legge in materia di sicurezza sul lavoro consentono l’applicazione di sanzioni disciplinari, anche il licenziamento, in presenza di tali elementi.
Pertanto, il provvedimento di licenziamento è considerato legittimo, essendo stato adottato nel rispetto delle procedure e in conformità ai principi di proporzionalità e necessità.
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**Considerazioni finali**
La sentenza ribadisce la legittimità del licenziamento di un lavoratore pubblico in caso di positività alle sostanze stupefacenti, sottolineando l’importanza di garantire la sicurezza e la tutela della collettività. La decisione rafforza il principio secondo cui l’uso di stupefacenti, anche se non accertato come recente, rappresenta un rischio per l’operato di figure professionali che esercitano funzioni di guida e servizio pubblico, e giustifica la cessazione del rapporto di lavoro in via disciplinare.
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**In sintesi**
- Il test antidroga è uno strumento affidabile e legittimo.
- La presenza di THC nel conducente crea un rischio concreto.
- Il licenziamento per giusta causa è legittimo e conforme alle norme di legge e di settore.
- La tutela della sicurezza pubblica prevale sull’interesse del lavoratore.
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**Nota finale**
Si raccomanda alle aziende di adottare procedure chiare e trasparenti per i controlli antidroga e di rispettare i diritti del lavoratore, garantendo comunque la tutela della sicurezza collettiva e la legalità nelle relazioni di lavoro.
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**Fonte:** Cassazione civile, sez. lavoro, sentenza n. 2376/2026.
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