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02 dicembre 2025

La sentenza della Cassazione n. 28886 del 2025 affronta una questione di particolare rilievo in ambito di diritto del pubblico impiego e disciplina disciplinare del personale scolastico. In particolare, viene esaminato il caso di un docente che, instaurando con un’alunna un rapporto caratterizzato da confidenze, segreti e un legame estremamente personale e atipico, ha dato luogo a una condotta considerata in contrasto con i doveri professionali e il decoro richiesto dalla funzione pubblica.

 

 

La sentenza della Cassazione n. 28886 del 2025 affronta una questione di particolare rilievo in ambito di diritto del pubblico impiego e disciplina disciplinare del personale scolastico. In particolare, viene esaminato il caso di un docente che, instaurando con un’alunna un rapporto caratterizzato da confidenze, segreti e un legame estremamente personale e atipico, ha dato luogo a una condotta considerata in contrasto con i doveri professionali e il decoro richiesto dalla funzione pubblica.

**Analisi del caso e ratio decidendi**

La Suprema Corte ha affermato che la condotta del docente, fondamentalmente, si configura come una violazione dei doveri di neutralità, imparzialità e correttezza che devono caratterizzare la funzione pubblica dell’insegnante. La relazione “atipica” e “estremamente personale” instaurata con l’alunna, anche indipendentemente dal fatto che vi sia stato il bacio contestato, rappresenta un comportamento che può compromettere la funzione educativa e il rapporto di fiducia con gli studenti, elementi fondamentali per l’attività scolastica.

**Legittimità della sanzione disciplinare**

La Cassazione ha ribadito che il licenziamento per giusta causa, in questo contesto, è legittimo se sussistono elementi che evidenziano una condotta grave e incompatibile con le funzioni pubbliche svolte dall’insegnante. La relazione instaurata con l’alunna, caratterizzata da confidenze e segreti, può configurare un abuso di posizione e una violazione dei doveri di integrità e correttezza, giustificando così l’adozione di sanzioni disciplinari più severe, quali il licenziamento.

**Impatto pratico e principi affermati**

La sentenza ribadisce il principio secondo cui il comportamento del pubblico impiegato, e in particolare del docente, deve necessariamente rispettare i valori di etica, decoro e imparzialità. La decisione della Corte sottolinea che non è necessario che si sia verificato un rapporto affettivo o sessuale completo, come il bacio contestato, affinché si possa ritenere sussistente una condotta gravemente incompatibile con le funzioni pubbliche.

**Conclusioni**

In sintesi, la Cassazione n. 28886/2025 conferma che la ricerca e l’instaurazione di rapporti di natura estremamente personale, con confidenze e segreti, tra docente e alunna, costituiscono condotta idonea a giustificare il licenziamento per giusta causa, anche in assenza di un atto specifico come un bacio. La sentenza rafforza il principio che il rispetto dei doveri di correttezza e decoro rappresenta un pilastro imprescindibile per la tutela dell’istituzione scolastica e delle funzioni pubbliche svolte dai docenti. 

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