La sentenza della Cassazione n. 30425/2025 affronta la questione dell’utilizzo di metodi presuntivi da parte dell’Amministrazione finanziaria nell’accertamento fiscale, in particolare nel settore della ristorazione. La pronuncia chiarisce che, ai fini della determinazione del fatturato di esercizi di ristorazione, l’Agenzia delle Entrate può ricorrere a parametri presuntivi basati su elementi di natura oggettiva e facilmente verificabili, come il numero di bottiglie di acqua e vino servite ai clienti.
Aspetti salienti della pronuncia:
1. Legittimità del parametro presuntivo: La Suprema Corte conferma che l’Amministrazione finanziaria può adottare metodi presuntivi per stimare il volume d’affari di imprese di ristorazione, senza dover necessariamente disporre di documentazione contabile dettagliata e completa. La scelta di utilizzare il numero di bottiglie di acqua e vino servite rappresenta un parametro affidabile e facilmente verificabile.
2. Il “bottigliometro”: La Corte riconosce che l’utilizzo del cosiddetto “bottigliometro”, ovvero il conteggio delle bottiglie di acqua e vino consumate, costituisce un criterio legittimo e adeguato per fondare l’accertamento fiscale. Tale metodo permette di stimare in modo presuntivo il fatturato, soprattutto in settori dove la rilevazione diretta potrebbe essere complessa o soggetta a elusioni.
3. Validità e limiti: La sentenenza sottolinea che l’impiego di tali parametri presuntivi deve comunque rispettare i principi di proporzionalità e ragionevolezza. L’Amministrazione deve motivare adeguatamente la scelta di determinati parametri e assicurarsi che siano congruenti con la realtà dell’attività economica sottoposta a verifica.
4. Implicazioni pratiche: Questa pronuncia rafforza l’azione di accertamento dell’Agenzia delle Entrate nel settore della ristorazione, offrendo strumenti più semplici e affidabili per stimare il volume d’affari, specialmente quando la contabilizzazione diretta è carente o assente.
Conclusioni:
La sentenza della Cassazione n. 30425/2025 conferma la legittimità dell’uso di parametri presuntivi, come il conteggio delle bottiglie di acqua e vino, per determinare il fatturato di esercizi di ristorazione. Tale metodo, comunemente chiamato “bottigliometro”, rappresenta uno strumento valido e affidabile, purché usato nel rispetto dei principi di proporzionalità e motivazione. Questa decisione rafforza il potere dell’Amministrazione finanziaria di effettuare accertamenti efficaci anche in assenza di documentazione contabile completa, contribuendo a contrastare l’evasione fiscale nel settore della ristorazione.
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