Translate

16 gennaio 2026

Sentenza della Cassazione n. 1648 del 2026 riguardante il sequestro probatorio dei dati contenuti nei dispositivi informatici

 

La pronuncia della Cassazione n. 1651 del 2026 fornisce un chiarimento importante riguardo all’applicazione dell’aggravante prevista in caso di aggressione a un esercente le professioni mediche. In particolare, la Corte ha stabilito che, ai fini della configurazione di tale aggravante, non è necessario che l’aggressione sia direttamente collegata all’attività professionale svolta dall’esercente.

 

La sentenza della Cassazione n. 32659 del 2025 rappresenta un importante chiarimento giurisprudenziale in materia di salute e sicurezza sul lavoro, ribadendo che ogni forma di collaborazione lavorativa, inclusa quella in somministrazione, deve essere preceduta da una valutazione puntuale e completa dei rischi specifici, al fine di garantire la legittimità e la sicurezza del rapporto di lavoro. La mancata considerazione di tali rischi nel DVR costituisce un vizio grave che rende illegittimo il ricorso a tale tipologia contrattuale.

 

La sentenza della Corte di Cassazione del 17 dicembre 2025, n. 32952, si inserisce in un più ampio contesto di giurisprudenza riguardante la legittimità del recesso datoriale per condotte penalmente rilevanti poste in essere dal lavoratore. La pronuncia si occupa specificamente della condanna per il reato di stalking nei confronti della moglie e della sua incidenza sulla legittimità del recesso del datore di lavoro.

 

15 gennaio 2026

Legge n. 199 del 30 dicembre 2025 (Legge di Bilancio 2026) – Decreto-Legge n. 200 del 31 dicembre 2025 “c.d. Milleproroghe” - Interventi in materia previdenziale, assistenziale, di sostegno al reddito, di tutela danno alla persona e di immigrazione.

 

Corte dei Conti 2025 - La questione della supervalutazione pensionistica relativa al servizio di leva e ai dipendenti pubblici civili si inserisce nel più ampio quadro della disciplina previdenziale e della gestione finanziaria pubblica, con particolare attenzione alla sostenibilità del sistema pensionistico e alla corretta applicazione dei principi di equilibrio di bilancio e di equità intergenerazionale.

 


Modulistica e prontuari 15 gennaio 2026

 


 

 

 

Sentenza della Corte di Cassazione n. 32283 del 11 dicembre 2025 in materia di utilizzo delle chat aziendali a fini disciplinari

 



Sentenza della Corte di Cassazione del 11 dicembre 2025, n. 32285, in relazione al rapporto di lavoro e alla facoltà della società di controllare l’adempimento della prestazione attraverso i propri dipendenti

 

14 gennaio 2026

Corte dei Conti 2025 - Il sig. Xx Xx, ex militare dell’Aeronautica Militare, ha prestato servizio dal 10 marzo x al 1° luglio x, e successivamente è stato collocato in quiescenza tramite il sistema misto. La questione centrale riguarda il riconoscimento dei periodi di servizio come utile ai fini pensionistici, in particolare il diritto al riscatto di periodi di servizio anteriori al 1° gennaio 1998, ai sensi dell’art. 5, comma 3, del d.lgs. n. 165/1997.

 

Il 30 ottobre 2025 la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha emesso una sentenza (n. C‑373/24) di particolare rilievo in materia di diritto del lavoro, incentrata sulla qualificazione e sulla tutela dei periodi di guardia sul luogo di lavoro e in regime di reperibilità, svolti al di fuori dell’orario di lavoro. La pronuncia si inserisce nel quadro delle politiche sociali dell’UE, interpretando la Direttiva 2003/88/CE sulla organizzazione dell’orario di lavoro e la Direttiva 89/391/CEE sulla tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori.

 

Tar 2026 - L’oggetto del presente ricorso riguarda l’annullamento della determinazione n. -OMISSIS- del 20 novembre 2025, notificata il 24 novembre 2025, con cui il Direttore del Centro Nazionale di Selezione e Reclutamento del Comando generale dell’Arma dei Carabinieri ha escluso il ricorrente, Vice Brigadiere -OMISSIS-, dal concorso interno per l’ammissione all’8° corso superiore di qualificazione (2025-2026). Contestualmente, si impugna anche la disposizione contenuta nell’art. 2, comma 1, lett. j) del bando di concorso, nella parte in cui limita la partecipazione ai militari non imputati in procedimenti penali per delitti non colposi.