**Contesto e normativa di riferimento**
L’articolo 28 della Costituzione italiana garantisce a tutti il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero, ma anche il diritto di accesso e fruizione delle risorse naturali, tra cui il mare. La legislazione nazionale e regionale, come il Codice della Navigazione e le leggi sul demanio marittimo, rafforzano questa tutela. La normativa europea, inoltre, ha più volte ribadito che l’accesso alle coste deve essere garantito a tutti, senza discriminazioni.
**La sentenza della Cassazione n. xxx (2025)**
La pronuncia della Suprema Corte ha riaffermato che il diritto di libero accesso al mare è un diritto inviolabile, che non può essere limitato o escluso, nemmeno nel caso in cui una strada demaniale, che permette l’accesso alle spiagge, faccia parte di una concessione balneare affidata a un privato.
**Principio cardine: inviolabilità dell'accesso pubblico**
La Corte ha precisato che:
- La concessione balneare, pur attribuendo diritti di sfruttamento economico e di gestione di determinate aree, non può estendersi fino a ledere il diritto pubblico di accesso alle spiagge e al mare.
- La strada demaniale, che generalmente costituisce un bene di uso pubblico, rappresenta un elemento imprescindibile per garantire il libero accesso alle aree marittime.
- La presenza di una concessione privata sulla spiaggia o sulla strada demaniale non può comportare il restringimento o la privazione del diritto di accesso pubblico, che rimane inviolabile.
**Implicazioni pratiche**
La sentenza chiarisce che:
- Le concessioni balneari non possono essere interpretate come un’esclusione del pubblico dall’accesso al mare.
- La presenza di privati che gestiscono servizi o strutture balneari non può pregiudicare il diritto di tutti di raggiungere e fruire liberamente del mare.
- Le autorità devono intervenire per garantire che eventuali limitazioni siano conformi alla legge e non ledano il diritto pubblico.
**Conclusioni**
La sentenza rappresenta un importante baluardo a tutela dell’interesse collettivo e del diritto di tutti di godere delle risorse naturali senza barriere o restrizioni illegittime, anche in presenza di concessioni private. La strada demaniale, elemento essenziale per l’accesso pubblico, rimane un bene di tutti, e il suo uso non può essere soggetto a limitazioni che violino il principio di inviolabilità del diritto di accesso al mare.
**In sintesi**
- Il diritto di libero accesso al mare è inviolabile, anche in presenza di concessioni balneari private.
- La strada demaniale, come bene di uso pubblico, garantisce l’accesso e non può essere soggetta a limitazioni illegittime.
- La Corte ribadisce che le concessioni private non possono compromettere il diritto pubblico di accesso e fruizione delle spiagge.
Questa sentenza rafforza la tutela del patrimonio collettivo e chiarisce i limiti delle concessioni private rispetto ai diritti pubblici, contribuendo a preservare l’interesse generale alla fruizione gratuita del mare.
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