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05 febbraio 2026
Cassazione 2026 – La sentenza della Corte di Cassazione n. xxxx del 2026 si inserisce nel quadro giurisprudenziale di tutela dei diritti dell’imputato nel procedimento penale per reati connessi alla circolazione stradale, in particolare quelli relativi alla guida sotto l’effetto di sostanze alcoliche. La pronuncia si concentra sulla violazione delle garanzie procedurali e sulla validità delle prove acquisite in assenza di un corretto rispetto delle formalità previste dalla legge.
Cassazione 2026 - La recente pronuncia della Corte di Cassazione n. xxxx del 2026 si inserisce nel solco della giurisprudenza consolidata in materia di responsabilità del datore di lavoro in caso di infortunio sul lavoro, rafforzando ulteriormente i principi di tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori. La decisione affronta in modo approfondito il tema dell’onere del datore di lavoro di adottare misure di prevenzione adeguate, anche in assenza di attività di formazione specifica al lavoratore.
Cassazione 2026 – Covid 19 - Class Action e la Giurisdizione** La recente pronuncia della Corte di Cassazione n. XXXX del 2026 rappresenta un importante precedente in materia di competenza giurisdizionale nelle controversie collettive di natura pubblica, in particolare quelle relative a responsabilità statali e regionali in ambito di gestione della pandemia da COVID-19. La decisione si inserisce nel dibattito giuridico circa la corretta attribuzione della giurisdizione tra giudice civile e giudice amministrativo, in relazione a cause intentate per il ristoro di danni derivanti da presunte negligenze nella gestione della crisi sanitaria.
La sentenza della Corte di Cassazione n. 3595/2026 affronta un caso di omicidio stradale in cui si verifica una complessa problematica giuridica relativa al nesso eziologico tra l’incidente stradale e la successiva morte della vittima, avvenuta a causa di un’infezione nosocomiale contratta durante il ricovero ospedaliero. La decisione fornisce importanti chiarimenti sulla valutazione del nesso causale in presenza di eventi intermedia e sulla rilevanza delle infezioni nosocomiali nel contesto di un procedimento penale per omicidio colposo.
04 febbraio 2026
Consiglio di Stato 2026 – Polizia di Stato - La sentenza riguarda un importante pronunciamento in materia di limiti di età nei concorsi pubblici, con particolare attenzione alla conformità dei limiti imposti dalla normativa interna e dal bando di concorso rispetto ai principi di non discriminazione enunciati nel diritto dell’Unione Europea e nella Carta dei Diritti fondamentali dell’UE.
Cassazione 2025 – diritto all’indennità di accompagnamento - La Corte di Cassazione ribadisce che, per il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento, è necessario che ricorrano specifici requisiti di invalidità o incapacità. In particolare, si richiede una **situazione di invalidità totale**, o l’incapacità di compiere gli atti quotidiani della vita, o ancora l’impossibilità di deambulare senza l’assistenza permanente di un accompagnatore. Questa distinzione chiarisce che il beneficio non spetta a soggetti con capacità residua di automantenersi, ma esclusivamente a coloro che presentano una condizione di grave compromissione delle funzionalità.
Tar 2026 – la sentenza evidenzia un ricorso contro una decisione amministrativa che ha escluso il ricorrente dalla partecipazione a un corso di formazione per Vice Ispettore della Polizia di Stato, nonostante la sua partecipazione a un precedente percorso formativo come conduttore cinofilo antidroga. La decisione impugnata viene contestata per violazione dei principi di proporzionalità, buon andamento e imparzialità dell’azione amministrativa.
03 febbraio 2026
Tar 2026 – la presente sentenza analizza un provvedimento giudiziario relativo a un ricorso presentato da un sottoufficiale dell’Aeronautica Militare in congedo contro il Ministero della Difesa, con richiesta di risarcimento dei danni derivanti da esposizione professionale ad agenti cancerogeni durante il servizio militare. La decisione si basa sulla responsabilità del datore di lavoro statale, in questo caso il Ministero della Difesa, per i danni patiti dal ricorrente a causa di esposizione a sostanze pericolose.
La sentenza della Cassazione n. 4193 del 2026 fornisce un importante chiarimento in merito alla posizione legale del medico di turno presso le strutture carcerarie. In particolare, la Corte ha stabilito che il medico che esercita le sue funzioni all’interno di un istituto penitenziario assume la qualifica di pubblico ufficiale, con tutte le implicazioni che ne derivano in ambito penale e civile.
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