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18 febbraio 2026

Tar 2026 - Il caso analizzato riguarda una guardia particolare giurata (GPG) la quale, durante operazioni di pulizia delle armi in suo possesso, ha accidentalmente fatto partire un colpo che ha ferito il marito, anch’egli GPG. A seguito dell’incidente, l’autorità di pubblica sicurezza ha deciso di ritirarle il porto d’armi e le armi stesse, motivando la decisione con il sospetto di un comportamento non conforme alle garanzie di buona condotta e alla tutela della sicurezza pubblica.

 


 

Tar 2026 - Il caso analizzato riguarda una guardia particolare giurata (GPG) la quale, durante operazioni di pulizia delle armi in suo possesso, ha accidentalmente fatto partire un colpo che ha ferito il marito, anch’egli GPG. A seguito dell’incidente, l’autorità di pubblica sicurezza ha deciso di ritirarle il porto d’armi e le armi stesse, motivando la decisione con il sospetto di un comportamento non conforme alle garanzie di buona condotta e alla tutela della sicurezza pubblica.
  
1. **Principio di discrezionalità amministrativa e motivazione**  
L’ordinamento italiano riconosce alla pubblica amministrazione un ampio potere discrezionale in materia di rilascio e revoca delle licenze di porto d’armi. Tuttavia, tale discrezionalità non è assoluta: essa deve essere esercitata nel rispetto di criteri di razionalità, coerenza logica e motivazione adeguata. La motivazione deve evidenziare le circostanze concrete e attuali che giustificano la decisione, soprattutto in relazione alla sicurezza pubblica e alla fiducia nella condotta del soggetto titolare del porto d’armi.
 
2. **Requisiti di motivazione specifica e tutela delle garanzie**  
Nel caso di una guardia particolare giurata, la normativa e la giurisprudenza richiedono che l’autorità di PS motivi specificamente e dettagliatamente le ragioni che hanno portato a sospettare di una possibile pericolosità o di comportamenti tali da compromettere la sicurezza pubblica o la buona condotta del soggetto. La motivazione deve essere fondata su elementi concreti, quali la storia personale, l’affidabilità, le eventuali precedenti, e le circostanze dell’incidente.
 
3. **Valutazione dell’incidente e la sua rilevanza**  
Nel caso in esame, il ritiro del porto d’armi si basa su un incidente che, sebbene grave, si è verificato in circostanze accidentali e fortuite, durante la normale attività di pulizia delle armi. La prima versione accusava la donna di aver fatto partire il colpo, ma dall’indagine giudiziaria è emerso che l’evento è stato causato dal marito, che stava maneggiando le armi di entrambi.
 
4. **Importanza dell’istruttoria e della valutazione della personalità**  
La giurisprudenza sottolinea che le decisioni di revoca devono essere motivate da un’attenta istruttoria, che consideri non solo il fatto incidente, ma anche la personalità e la affidabilità del soggetto. La valutazione deve tener conto di elementi come la storia di vita, eventuali precedenti o comportamenti a rischio, e le potenziali evoluzioni nel tempo.
 
5. **Impatti sulla capacità lavorativa e sulla sussistenza**  
Per le guardie particolari giurate, il porto d’armi costituisce un elemento essenziale per l’attività professionale e il sostentamento economico. La revoca, quindi, può comportare un danno economico rilevante, pertanto l’autorità deve contemperare il rischio di comportamento potenzialmente pericoloso con l’interesse del soggetto a mantenere la propria attività lavorativa e i mezzi di sostentamento.
 
6. **Implicazioni della sentenza del Tar del XXXXX**  
Il Tar del XXXXX ha stabilito che, nel caso di specie, il ritiro del porto d’armi non è stato sufficientemente motivato e che l’evento accidentale verificatosi durante la pulizia delle armi non può essere considerato di per sé elemento sufficiente a giustificare la revoca, soprattutto se si considera che il fatto è attribuibile a un errore umano e non a una condotta dolosa o negligente grave.
 
Il Tar ha annullato il provvedimento di revoca e ha disposto il ripristino del porto d’armi alla ricorrente, evidenziando l’importanza di una motivazione puntuale, concreta e basata su elementi oggettivi e aggiornati. La decisione rafforza il principio secondo cui il potere discrezionale dell’amministrazione deve essere esercitato nel rispetto delle garanzie di tutela del diritto soggettivo e della proporzionalità, evitando decisioni affrettate o non sufficientemente motivate che possano ledere ingiustamente i diritti del soggetto interessato.
 
- Normativa di riferimento: D.P.R. 18 aprile 1989, n. 185 (Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza)  
- Giurisprudenza consolidata: Tar Catania, n. 386/2025; Tar Campania, n. 1391/2020 e n. 4482/2019.



 

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