---
**Fatti di causa:**
I ricorrenti sono militari trasferiti d’autorità e contestano la mancata corresponsione del trattamento economico previsto dalla legge n. 86/2001, che disciplina specifici aspetti retributivi e di trattamento economico per il personale militare trasferito d’autorità. La controversia verte sul riconoscimento del loro diritto a percepire tali trattamento, anche in presenza di trasferimenti imposti dall’amministrazione.
---
**Decisione del Consiglio di Stato:**
La sentenza, in riforma della decisione di primo grado, accoglie il ricorso e riconosce il diritto soggettivo dei militari ricorrenti a percepire il trattamento economico previsto dalla legge citata. La pronuncia si basa sulla constatazione che i ricorrenti avevano diritto, come stabilito dalla normativa, a percepire i benefici economici in questione anche a seguito del trasferimento d’autorità, che non può pregiudicare i loro diritti patrimoniali già previsti dalla legge.
**Principio di diritto:**
Il Consiglio di Stato ribadisce che il trattamento economico dei militari, in caso di trasferimento d’autorità, costituisce diritto soggettivo e non mero potere discrezionale dell’amministrazione, qualora sia previsto dalla normativa di riferimento (art. 1 legge n. 86/2001). La mancata corresponsione, in tal caso, costituisce illegittimità amministrativa e viola i diritti del personale.
---
**Motivazioni:**
- La legge n. 86/2001 stabilisce chiaramente le condizioni e i benefici economici spettanti ai militari trasferiti d’autorità.
- La normativa ha carattere di diritto soggettivo, e l’inerzia amministrativa nel non riconoscere tali trattamenti configura illegittimità.
- La sentenza si basa sul principio generale secondo cui le norme che attribuiscono diritti devono essere rispettate dall’amministrazione, anche in presenza di trasferimenti imposti, che non devono pregiudicare i diritti acquisiti.
- La riaffermazione del diritto soggettivo si inserisce nel più ampio quadro di tutela dei diritti dei militari, garantendo che le norme di legge siano pienamente applicate.
---
**Condanna e statuizioni:**
- La sentenza dichiara il diritto dei ricorrenti a percepire il trattamento economico reclamato, con decorrenza dalla data di presentazione del ricorso o da altra data riconosciuta.
- L’amministrazione è condannata alle spese di doppio grado di giudizio, liquidate in euro tremila, oltre accessori di legge.
- Viene disposto anche il rimborso dei C.U. (contributi unificati), ove dovuti.
---
**Implicazioni pratiche:**
La pronuncia rafforza il principio che i diritti economici dei militari, previsti dalla normativa, devono essere riconosciuti e rispettati dall’amministrazione, anche in caso di trasferimenti imposti. La sentenza serve da precedente importante in materia di tutela dei diritti dei militari trasferiti d’autorità, sottolineando la natura di diritto soggettivo del trattamento economico e la necessità di un’effettiva applicazione delle norme di legge.
---
**Conclusione:**
La sentenza del Consiglio di Stato 2025 rappresenta un’importante conferma del principio secondo cui i diritti economici dei militari, stabiliti dalla legge, devono essere rispettati dall’amministrazione pubblica, anche in situazioni di trasferimenti d’autorità. La decisione rafforza la tutela giurisdizionale in favore del personale militare e sottolinea l’obbligo di corretta applicazione delle norme di legge da parte delle autorità amministrative.
Nessun commento:
Posta un commento