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14 novembre 2025

Tar 2025 – il provvedimento giudiziario riguarda la vicenda di un ufficiale dell’Esercito Italiano, il signor -OMISSIS-, 1° luogotenente, che si rivolge al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) per ottenere l’accesso agli atti amministrativi relativi alla sua carriera e ai suoi incarichi all’estero.

 

 

Tar 2025 – il provvedimento giudiziario riguarda la vicenda di un ufficiale dell’Esercito Italiano, il signor -OMISSIS-, 1° luogotenente, che si rivolge al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) per ottenere l’accesso agli atti amministrativi relativi alla sua carriera e ai suoi incarichi all’estero.

**Contesto dei fatti:**

- Il sig. -OMISSIS- è stato comandato il 10 ottobre 2023 in un teatro operativo estero presso la European Union Capacity Building Mission, ricoprendo la posizione di “Executive Officer to DHOM/COC”.

- Il 1° luglio (anno non specificato, presumibilmente 2024) il Capo della Missione EUCAP ha chiesto l’estensione del mandato del ricorrente per un ulteriore anno.

- Tuttavia, questa richiesta di estensione viene negata con comunicazione del 21 agosto (anno non specificato), da parte del Comando di vertice Interforze del Ministero della Difesa.

- Insoddisfatto, il ricorrente chiede di conoscere le ragioni di tale diniego, presentando il 26 maggio 2025 (come indicato nel testo, anche se la data presenta un possibile errore di battitura) un’istanza di accesso agli atti ai sensi della legge n. 241/1990.

**Decisione del TAR:**

- Il Tribunale accoglie il ricorso dell’ufficiale, ritenendo che vi sia un inadempimento dell’Amministrazione, che non ha fornito motivazioni valide per negare l’accesso.

- Il TAR evidenzia che l’interesse del ricorrente a conoscere i documenti è evidente, in quanto tali documenti riguardano la sua carriera e interessi personali, e che non sussistono ragioni normative che giustifichino il diniego.

- Pertanto, ordina al Ministero della Difesa di ostendere gli atti richiesti entro trenta giorni dalla comunicazione della sentenza.

- Inoltre, condanna il Ministero alla rifusione delle spese di giudizio, quantificate in 2.000 euro, oltre a eventuali oneri di legge quali IVA, rimborso forfettario e contributo unificato.

**Aspetti rilevanti:**

- La sentenza rafforza il principio secondo cui l’accesso agli atti amministrativi è un diritto del cittadino, in particolare di un soggetto che ha un interesse diretto e attuale.

- La decisione sottolinea l’obbligo dell’Amministrazione di motivare adeguatamente i dinieghi di accesso, e la mancanza di motivazioni può portare all’accoglimento del ricorso.

- La condanna alle spese di giudizio rappresenta un deterrente contro eventuali inadempimenti amministrativi in materia di trasparenza e accesso agli atti.

In sintesi, questa pronuncia del TAR tutela i diritti del militare, garantendo il suo accesso agli atti e rafforzando il principio di trasparenza nelle procedure amministrative militari e di difesa.



 

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