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01 novembre 2025

La sentenza della Cassazione n. 27104 del 2025 si concentra su un aspetto fondamentale della tutela dei lavoratori in relazione alle malattie professionali: la necessità di una richiesta formale di accertamento della natura lavorativa della malattia affinché questa possa essere riconosciuta come malattia professionale ai fini previdenziali e assicurativi.

 

 

La sentenza della Cassazione n. 27104 del 2025 si concentra su un aspetto fondamentale della tutela dei lavoratori in relazione alle malattie professionali: la necessità di una richiesta formale di accertamento della natura lavorativa della malattia affinché questa possa essere riconosciuta come malattia professionale ai fini previdenziali e assicurativi.

**Contesto e principi di diritto**

In materia di malattie professionali, il riconoscimento da parte dell’INAIL e delle autorità giudiziarie dipende dalla prova che la malattia sia stata causata dall’attività lavorativa svolta dal dipendente. La legge italiana, in particolare il D.P.R. n. 1124/1965 e successive modifiche, stabilisce che il datore di lavoro o il lavoratore stesso possano presentare richiesta di accertamento ufficiale della natura professionale della malattia.

**Principio stabilito dalla Cassazione**

La Corte di Cassazione, con questa sentenza, ha ribadito un principio fondamentale: **in assenza di una richiesta formale di accertamento della natura professionale della malattia, non può essere riconosciuta automaticamente come malattia professionale**. Ciò significa che, anche nel caso in cui si abbia una malattia che può potenzialmente essere riconosciuta come professionale, se il lavoratore o il soggetto interessato non ha richiesto l’accertamento specifico, la malattia non può essere qualificata come professionale d’ufficio.

**Motivazioni della decisione**

La Corte ha sottolineato che questa impostazione mira a tutelare sia il lavoratore che il datore di lavoro, evitando riconoscimenti automatizzati che potrebbero portare a conseguenze previdenziali o assicurative ingiustificate. La richiesta di accertamento rappresenta, quindi, un atto di dovere per il lavoratore che intende far valere il carattere professionale della malattia, assicurando che l’onere della prova sia correttamente in capo alla parte interessata.

**Implicazioni pratiche**

- Per ottenere il riconoscimento della malattia come professionale, è necessario che il lavoratore o i suoi rappresentanti presentino esplicita richiesta di accertamento.
- L’assenza di tale richiesta comporta il rigetto automatico della qualificazione come malattia professionale, anche se vi sono elementi che potrebbero suggerire tale natura.
- La decisione sottolinea l’importanza di una corretta gestione delle procedure di richiesta di riconoscimento delle malattie professionali, affinché il lavoratore possa beneficiare delle relative tutele.

**Conclusione**

In conclusione, la Cassazione n. 27104/2025 chiarisce che il riconoscimento di una malattia come professionale richiede un’apposita richiesta di accertamento. Senza tale richiesta, l’ente competente non può procedere al riconoscimento automatico, rafforzando il principio che il riconoscimento di malattie professionali deve essere il risultato di un procedimento formalizzato e giuridicamente valido. Questo orientamento mira a garantire trasparenza e correttezza nelle procedure di tutela dei diritti dei lavoratori e dei datori di lavoro. 

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