La sentenza della Cassazione n. 35822/2025 riguarda un caso di contraffazione di documenti, con particolare attenzione alla sovrapposizione di una targa falsa sopra quella originale, e si inserisce nel più ampio contesto della disciplina penale relativa ai reati di falsificazione e alterazione di documenti.
**Contesto e quadro normativo**
L’articolo 491 del Codice Penale disciplina la falsificazione di documenti, prevedendo pene severe per chi ne altera l’autenticità, la provenienza o le caratteristiche. La contraffazione può assumere varie forme, tra cui la sovrapposizione di una targa falsa su quella autentica, con lo scopo di mascherare l’identità o l’origine del veicolo o di altri veicoli, strumenti o documenti.
**Fatti e motivazioni della sentenza**
Nella vicenda esaminata, il ricorrente era imputato di aver alterato la targa di un veicolo, sovrapponendo una falsa sopra quella autentica, al fine di eludere controlli o commettere altre condotte illecite. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, evidenziando che la sovrapposizione di una targa falsa sopra quella originale integra un atto di falsificazione documentale, ai sensi dell’articolo 491 del Codice Penale.
La sentenza sottolinea che la semplice presenza di una targa coprente o sovrapposta, se finalizzata a mascherare l’identità del veicolo o a falsare l’autenticità del documento, costituisce elemento qualificante del reato di falsificazione. La Corte ha precisato che l’elemento decisivo non è solo la presenza della sovrapposizione, ma l’intenzione di alterare la verità e di ingannare le autorità o terzi.
**Aspetti tecnici e giuridici**
La sentenza affronta anche il problema della prova dell’alterazione, sottolineando che la presenza di una targa falsa sovrapposta può essere accertata attraverso indagini tecniche, analisi documentali e testimonianze. La Suprema Corte ha ribadito che la falsificazione si perfeziona al momento dell’apposizione della falsa targa, anche se questa non si distingue immediatamente dall’originale, purché sia evidente l’intenzione di alterare la verità.
Inoltre, la sentenza chiarisce che la mera presenza di una targa coprente non esclude di per sé la responsabilità penale, se si dimostra che tale copertura è stata effettuata con finalità fraudolenta.
**Implicazioni pratiche**
La decisione della Cassazione fornisce importanti chiarimenti sulla qualificazione dei reati di contraffazione di documenti e sulla prova dell’alterazione. Essa sottolinea che le operazioni di sovrapposizione o sostituzione di targhe, se finalizzate a ingannare, costituiscono reato, e che la semplice presenza di una sovrapposizione non può essere ignorata o considerata innocua.
**Conclusioni**
In conclusione, la sentenza n. 35822/2025 della Cassazione rafforza il principio secondo cui ogni operazione di contraffazione, incluso il sovrapporre una targa falsa sopra quella originale, configura un reato penale. La pronuncia evidenzia l’importanza delle indagini tecniche e della prova dell’intenzione fraudolenta, contribuendo a delineare con maggiore precisione i confini tra operazioni lecite e condotte illecite nel campo della falsificazione documentale.
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