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10 novembre 2025

Consiglio di Stato 2025 - la pronuncia riguarda un ispettore della Polizia di Stato che ha subito un procedimento disciplinare e un trasferimento, presumibilmente come risposta ritorsiva alla denuncia di illeciti interni ai colleghi. La vicenda si sviluppa attraverso un lungo percorso giudiziario che culmina con una decisione favorevole all’ispettore da parte del Consiglio di Stato, che ha riconosciuto la natura ritorsiva degli atti impugnati e ha quindi garantito la tutela delle sue condizioni di whistleblowing.

 




 

 

 

Consiglio di Stato 2025 - la pronuncia riguarda un ispettore della Polizia di Stato che ha subito un procedimento disciplinare e un trasferimento, presumibilmente come risposta ritorsiva alla denuncia di illeciti interni ai colleghi. La vicenda si sviluppa attraverso un lungo percorso giudiziario che culmina con una decisione favorevole all’ispettore da parte del Consiglio di Stato, che ha riconosciuto la natura ritorsiva degli atti impugnati e ha quindi garantito la tutela delle sue condizioni di whistleblowing.

**Analisi dettagliata:**

1. **Fatti principali:**

- L’ispettore denuncia presunti illeciti commessi dai colleghi.

- Successivamente, viene sottoposto a procedimento disciplinare e trasferito, con l’accusa di ritorsione.

- La denuncia viene considerata dal Consiglio di Stato come un atto di whistleblowing, tutelato dalla legge.

2. **Procedimento giudiziario:**

- **Primo grado:** I Tribunali amministrativi (Tar) riconoscono parzialmente il ricorso dell’ispettore.

- Annullano la sanzione disciplinare del richiamo orale.

- Tuttavia, confermano il trasferimento, ritenendolo legittimo.

- **Secondo grado:** Il Consiglio di Stato esamina l’appello dell’ispettore.

- Accoglie pienamente il ricorso, annullando il trasferimento e le sanzioni impugnate.

- Rileva che gli atti sono stati adottati in modo ritorsivo, in risposta alla denuncia di illeciti, violando le garanzie di tutela previste dalla legge per i whistleblower.

3. **Significato della decisione:**

- **Riconoscimento della tutela del whistleblowing:** La sentenza sottolinea che le segnalazioni di illeciti all’interno di un’organizzazione pubblica devono essere tutelate, anche rispetto alle eventuali misure disciplinari o di trasferimento adottate in risposta.

- **Condanna del Ministero dell’Interno:** La condanna al pagamento di 5.000 euro di spese rappresenta un riconoscimento della fondatezza delle ragioni dell’ispettore.

- **Importanza della tutela giuridica:** La decisione rafforza il principio che le misure disciplinari o di trasferimento adottate come ritorsione contro chi denuncia illeciti costituiscono una violazione dei diritti del whistleblower, tutelati dalla legge.

4. **Implicazioni:**

- La sentenza stabilisce un precedente importante in ambito di tutela dei dipendenti pubblici che segnalano illeciti.

- Evidenzia la necessità che le amministrazioni adottino misure conformi alla legge, evitando ritorsioni contro coloro che svolgono funzioni di controllo e denuncia.

- Rende più difficile per le forze di polizia o altre amministrazioni giustificare trasferimenti o sanzioni di natura ritorsiva senza violare i diritti dei dipendenti.

**Conclusione:**

Il caso rappresenta un esempio significativo di come il sistema giudiziario italiano, tramite il Consiglio di Stato, abbia riconosciuto e tutelato i diritti dei whistleblower, sottolineando che le ritorsioni in risposta alle denunce di illeciti sono vietate e costituiscono un illecito. La sentenza rafforza la cultura della legalità e della trasparenza nelle pubbliche amministrazioni, promuovendo un ambiente di lavoro più rispettoso delle garanzie costituzionali e normative.



 

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