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23 gennaio 2026

La sentenza della Cassazione n. 1620 del 2026 fornisce un importante chiarimento in materia di corruzione, in particolare riguardo al reato di corruzione per l’esercizio della funzione.

 

 

La sentenza della Cassazione n. 1620 del 2026 fornisce un importante chiarimento in materia di corruzione, in particolare riguardo al reato di corruzione per l’esercizio della funzione.

**Commento legale dettagliato:**

1. **Principio di base sulla natura del reato di corruzione:**  
La corruzione per l’esercizio della funzione si configura quando un pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio riceve, direttamente o indirettamente, vantaggi patrimoniali o di altra natura, in cambio di un comportamento favorevole o di un’omissione nell’esercizio delle proprie funzioni.

2. **No all’elemento soggettivo di entità del prezzo:**  
La Cassazione sottolinea che, affinché si possa configurare il reato, non è necessario che il prezzo o il vantaggio accordato sia di entità significativa o elevata. Anche un importo minimo, se offerto o promesso, può costituire elemento sufficiente per integrare il reato di corruzione.

3. **L’interesse pubblico e il funzionamento degli apparati pubblici:**  
Il reato si configura anche in presenza di un vantaggio minimo, perché l’obiettivo dell’ordinamento è garantire il regolare funzionamento degli apparati pubblici nell’interesse dei destinatari dei servizi. La corruzione compromette tale funzionamento, anche se il prezzo offerto è simbolico o simbolico-minimo.

4. **Il prezzo come elemento non determinante:**  
La sentenza evidenzia che il prezzo, per quanto minimo, non deve essere considerato come un elemento che possa escludere la configurazione del reato. La sua presenza, indipendentemente dall’entità, è di per sé sufficiente a integrare gli elementi di fatto e di diritto per il reato di corruzione.

5. **Implicazioni pratiche:**  
L’effetto pratico di questa pronuncia è che le autorità giudiziarie e le procure devono monitorare e perseguire anche fatti di corruzione con benefici di modesta entità, poiché la legge mira a scoraggiare qualsiasi forma di illecito che possa compromettere il corretto funzionamento dell’ente pubblico.

**In conclusione:**  
La sentenza della Cassazione n. 1620/2026 ribadisce che il reato di corruzione si configura anche con la presenza di un vantaggio minimo, rafforzando l’idea che l’interesse pubblico e il corretto funzionamento delle funzioni pubbliche sono prioritari rispetto alla dimensione economica del beneficio offerto o promesso. Ciò rafforza la tutela dell’interesse collettivo e il contrasto a ogni forma di illecito nel settore pubblico.
 

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