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23 gennaio 2026

La sentenza Cassazione n. 808/2026 affronta una questione di responsabilità per danni derivanti da una caduta di una donna sotto i portici di Piazza Vittorio a Roma, causata presumibilmente dalla presenza di tessere mancanti nel tradizionale pavimento “bollettonato alla genovese” del 1939. La ricorrente ha avanzato richiesta di risarcimento danni nei confronti del proprietario o gestore della pubblica via, sostenendo che la presenza delle tessere mancanti costituiva una condizione di pericolo, ostacolando la normale fruibilità del percorso e causando la caduta.

 

 

 

 
La sentenza Cassazione n. 808/2026 affronta una questione di responsabilità per danni derivanti da una caduta di una donna sotto i portici di Piazza Vittorio a Roma, causata presumibilmente dalla presenza di tessere mancanti nel tradizionale pavimento “bollettonato alla genovese” del 1939. La ricorrente ha avanzato richiesta di risarcimento danni nei confronti del proprietario o gestore della pubblica via, sostenendo che la presenza delle tessere mancanti costituiva una condizione di pericolo, ostacolando la normale fruibilità del percorso e causando la caduta.

**2. La posizione della Corte di Cassazione**

La Corte Suprema si pronuncia a favore del datore di lavoro o del responsabile della manutenzione, rigettando la domanda di risarcimento avanzata dalla donna. La motivazione centrale risiede nel fatto che i giudici di merito, oltre che la Corte di Appello, hanno ritenuto che le tessere mancanti siano visibili e riconoscibili, essendo il pavimento illuminato e sufficientemente ampio da consentire ai fruitori di riconoscere e aggirare eventuali insidie.

**3. Analisi della responsabilità e dei principi di diritto applicati**

a) **Responsabilità per danno da fatto illecito e obbligo di tutela**

La responsabilità del proprietario o gestore di un bene pubblico o privato ex art. 2051 c.c. richiede la dimostrazione di una condotta negligente, imprudente o imperizia che abbia causato il danno. È necessario, pertanto, verificare se l’amministrazione abbia adottato tutte le misure idonee a garantire la sicurezza dei fruitori, e se le condizioni di pericolo siano state correttamente valutate e segnalate.

b) **Criterio di identificabilità del pericolo e valutazione del rischio**

Secondo la consolidata giurisprudenza, il soggetto responsabile può essere esonerato da responsabilità qualora dimostri che il pericolo fosse evidente e facilmente riconoscibile dagli utenti, e che siano state adottate tutte le misure di prevenzione ritenute ragionevoli. La presenza di tessere mancanti nel pavimento “bollettonato alla genovese”, se visibile e riconoscibile, può considerarsi elemento di pericolo noto, che l’utente ha la possibilità di evitare.

c) **Valutazione delle condizioni di illuminazione e visibilità**

La Corte di Cassazione sottolinea che i portici sono illuminati e ampi, caratteristiche che facilitano la percezione di eventuali difetti o insidie nel pavimento. La visibilità delle tessere mancanti è, quindi, ritenuta sufficiente a evitare l’insidia, in linea con il principio secondo cui un pericolo visibile e riconoscibile non può essere imputato come causa esclusiva del danno.

d) **L’onere della prova e la colpa dell’utente**

In presenza di un bene pubblico o di un percorso urbano, la responsabilità dell’amministrazione può essere esclusa o attenuata qualora sia dimostrato che l’utente abbia avuto la possibilità di percepire e scongiurare il rischio, ad esempio attraverso l’attenzione personale. La donna caduta non ha fornito elementi sufficienti a dimostrare che la condizione di pericolo fosse occultata o irragionevolmente nascosta.

**4. Applicazione delle norme di riferimento**

- **Art. 2043 c.c.**: Obbligo di risarcire il danno derivante da fatto illecito.
- **Art. 2051 c.c.**: Responsabilità per le cose in custodia.
- **Principi di prevenzione e vigilanza**: La gestione del bene pubblico implica l’obbligo di adottare misure di manutenzione e di verifica dei luoghi frequentati dal pubblico, ma questa responsabilità si combina con l’obbligo di vigilanza da parte degli utenti.

**5. Conclusioni e riflessi giurisprudenziali**

La sentenza in esame rafforza il principio secondo cui, in presenza di condizioni di pericolo visibile e facilmente riconoscibile, la responsabilità dell’amministrazione o del gestore può essere esclusa o ridotta. La decisione si inserisce nel filone giurisprudenziale che privilegia la responsabilità dell’utente di adottare comportamenti diligenti e prudenti, soprattutto quando le condizioni di rischio sono evidenti.

**6. Considerazioni finali**

La Cassazione evidenzia come la manutenzione di beni pubblici e la cura degli spazi urbani debbano rispettare standard di visibilità e accessibilità tali da consentire agli utenti di percepire e prevenire il rischio. La presenza di tessere mancanti, se visibile e in un’area sufficientemente illuminata e spaziosa, non costituisce di per sé causa esclusiva del danno, e l’ente responsabile può essere esonerato da responsabilità qualora dimostri di aver adottato tutte le misure di prevenzione ragionevoli.

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**In sintesi:**

- La responsabilità per danni derivanti da condizioni di pericolo visibili e riconoscibili può essere esclusa o attenuata.
- La presenza di tessere mancanti nel pavimento “bollettonato alla genovese” del ’39, se visibile e in condizioni di buona illuminazione, non costituisce di per sé elemento di insidia non riconoscibile.
- La responsabilità dell’ente pubblico può essere esclusa se si dimostra che il pericolo era evidente e che siano state adottate tutte le misure di tutela possibili.

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**Nota:** La presente analisi si basa sui principi generali e sulla disciplina vigente, applicata alla fattispecie specifica giudicata dalla Cassazione n. 808/2026. Per approfondimenti o casi analoghi, si consiglia di consultare la sentenza completa e la giurisprudenza correlata. 

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