La sentenza della Cassazione n. 31406 del 2025 affronta una
problematica cruciale nel diritto tributario italiano, ossia
l’applicazione della disciplina in materia di evasione fiscale totale e
l’ambito di operatività degli strumenti di accertamento e di detrazione
dell’IVA.
**1. Evasione totale e accertamento induttivo puro:**
L’evasione
totale si verifica quando il soggetto passivo omette completamente di
dichiarare e versare le imposte dovute, rendendo di fatto inesigibile la
pretesa fiscale attraverso i normali strumenti di accertamento. La
sentenza sottolinea che, in tal caso, l’Agenzia delle Entrate può
ricostruire la maggiore materia imponibile attraverso l’accertamento
induttivo puro, che si basa su elementi indiziari e presuntivi, senza
necessità di riscontri diretti.
**2. Inclusione dell’IVA nella ricostruzione dell’imponibile:**
Il
punto centrale è che la ricostruzione della maggiore materia
imponibile, effettuata mediante accertamento induttivo puro, deve
considerare anche l’IVA. In altre parole, quando si procede a un
accertamento di imponibile maggiore, si deve tener conto anche
dell’imposta sul valore aggiunto, che rappresenta una componente
essenziale dell’operazione imponibile.
**3. Diritto alla detrazione dell’IVA:**
Nonostante
l’applicazione di strumenti di accertamento induttivo in presenza di
evasione totale, il soggetto passivo mantiene il diritto di detrarre
l’IVA a monte, ossia quella che ha versato sugli acquisti e sui servizi,
a condizione che tale diritto sia esercitato nei termini di decadenza
previsti dalla legge. Ciò significa che, anche in presenza di frodi
fiscali conclamaamate, il contribuente può comunque esercitare la
detrazione dell’IVA, purché ciò avvenga entro i termini stabiliti,
salvaguardando così un principio di corretta e tempestiva applicazione
del diritto alla detrazione.
**4. Implicazioni pratiche:**
La
pronuncia della Cassazione evidenzia che le procedure di accertamento
induttivo puro non escludono automaticamente i diritti del contribuente,
in particolare quello alla detrazione dell’IVA. La corretta
ricostruzione dell’imponibile deve, comunque, rispettare i principi di
diritto e le tempistiche di decadenza, permettendo al contribuente di
esercitare le proprie facoltà di detrazione e di difesa.
**5. Conclusioni:**
In
sintesi, la sentenza chiarisce che, anche in contesti di evasione
totale, l’Iva inclusa nella maggiore materia imponibile può essere
oggetto di detrazione da parte del soggetto passivo, purché questa venga
esercitata nei termini di decadenza previsti dalla normativa. Tale
principio tutela il contribuente, garantendo che la frode fiscale non
possa essere utilizzata come pretesto per negare unilateralmente il
diritto alla detrazione dell’IVA, rispettando così i principi di
correttezza fiscale e di tutela del diritto di difesa.
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**Nota:**
È importante considerare che la disciplina fiscale può essere soggetta a
successive modifiche normative e interpretazioni giurisprudenziali,
pertanto si consiglia di approfondire costantemente le fonti ufficiali e
di consultare un professionista specializzato per analisi specifiche.
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