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04 dicembre 2025

La sentenza della Cassazione n. 31406 del 2025 affronta una problematica cruciale nel diritto tributario italiano, ossia l’applicazione della disciplina in materia di evasione fiscale totale e l’ambito di operatività degli strumenti di accertamento e di detrazione dell’IVA.

 

 

La  sentenza della Cassazione n. 31406 del 2025 affronta una problematica cruciale nel diritto tributario italiano, ossia l’applicazione della disciplina in materia di evasione fiscale totale e l’ambito di operatività degli strumenti di accertamento e di detrazione dell’IVA.

**1. Evasione totale e accertamento induttivo puro:**  
L’evasione totale si verifica quando il soggetto passivo omette completamente di dichiarare e versare le imposte dovute, rendendo di fatto inesigibile la pretesa fiscale attraverso i normali strumenti di accertamento. La sentenza sottolinea che, in tal caso, l’Agenzia delle Entrate può ricostruire la maggiore materia imponibile attraverso l’accertamento induttivo puro, che si basa su elementi indiziari e presuntivi, senza necessità di riscontri diretti.

**2. Inclusione dell’IVA nella ricostruzione dell’imponibile:**  
Il punto centrale è che la ricostruzione della maggiore materia imponibile, effettuata mediante accertamento induttivo puro, deve considerare anche l’IVA. In altre parole, quando si procede a un accertamento di imponibile maggiore, si deve tener conto anche dell’imposta sul valore aggiunto, che rappresenta una componente essenziale dell’operazione imponibile.

**3. Diritto alla detrazione dell’IVA:**  
Nonostante l’applicazione di strumenti di accertamento induttivo in presenza di evasione totale, il soggetto passivo mantiene il diritto di detrarre l’IVA a monte, ossia quella che ha versato sugli acquisti e sui servizi, a condizione che tale diritto sia esercitato nei termini di decadenza previsti dalla legge. Ciò significa che, anche in presenza di frodi fiscali conclamaamate, il contribuente può comunque esercitare la detrazione dell’IVA, purché ciò avvenga entro i termini stabiliti, salvaguardando così un principio di corretta e tempestiva applicazione del diritto alla detrazione.

**4. Implicazioni pratiche:**  
La pronuncia della Cassazione evidenzia che le procedure di accertamento induttivo puro non escludono automaticamente i diritti del contribuente, in particolare quello alla detrazione dell’IVA. La corretta ricostruzione dell’imponibile deve, comunque, rispettare i principi di diritto e le tempistiche di decadenza, permettendo al contribuente di esercitare le proprie facoltà di detrazione e di difesa.

**5. Conclusioni:**  
In sintesi, la sentenza chiarisce che, anche in contesti di evasione totale, l’Iva inclusa nella maggiore materia imponibile può essere oggetto di detrazione da parte del soggetto passivo, purché questa venga esercitata nei termini di decadenza previsti dalla normativa. Tale principio tutela il contribuente, garantendo che la frode fiscale non possa essere utilizzata come pretesto per negare unilateralmente il diritto alla detrazione dell’IVA, rispettando così i principi di correttezza fiscale e di tutela del diritto di difesa.

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**Nota:** È importante considerare che la disciplina fiscale può essere soggetta a successive modifiche normative e interpretazioni giurisprudenziali, pertanto si consiglia di approfondire costantemente le fonti ufficiali e di consultare un professionista specializzato per analisi specifiche.  

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