**Contesto normativo**
Le norme di riferimento sono principalmente il Codice della Strada (D.Lgs. 285/1992) e il relativo regolamento di attuazione, nonché le indicazioni fornite dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. In particolare, l’articolo 142, comma 2, stabilisce che le apparecchiature di rilevamento della velocità devono essere opportunamente segnalate ai conducenti mediante appositi cartelli.
Inoltre, la Direttiva Ministeriale del 2014 e le linee guida del Ministero chiariscono che la segnaletica deve essere collocata a distanza sufficiente perché gli utenti possano adeguare la velocità e che, in presenza di intersezioni o di zone di particolare pericolosità, si devono rispettare specifiche distanze tra i cartelli di avviso e gli autovelox.
**Principio affermato dalla Cassazione**
La Suprema Corte ha ribadito che la segnaletica di avviso di rilevazione della velocità deve essere collocata a una distanza tale da consentire al conducente di adeguare la velocità prima di entrare nell’area controllata, in modo da garantire il rispetto delle norme di sicurezza e di corretta informazione.
In particolare, la Cassazione ha precisato che:
- **Doppia segnalazione e distanza minima**: in presenza di più cartelli di avviso, tra il primo segnale che indica la presenza di un sistema di rilevazione e l’autovelox vero e proprio, deve sussistere una distanza di almeno un chilometro, conformemente alle indicazioni ministeriali e alle best practice di sicurezza stradale.
- **Intersezioni e presenza di più cartelli**: qualora siano presenti intersezioni tra i cartelli, la regola di almeno un chilometro tra il primo avviso e l’apparecchio si applica comunque. La presenza di intersezioni tra i cartelli non deve compromettere la corretta distanza tra l’avviso e il punto di rilevazione, affinché il conducente abbia il tempo di reagire e di adeguare la velocità.
- **Segnaletica e corretta informazione**: la sentenza sottolinea che la corretta collocazione e segnalazione sono fondamentali per la validità della sanzione, in quanto la mancanza di adeguata distanza e di segnalazione può comportare l’annullamento della multa per vizio di legittimità.
**Implicazioni pratiche**
La decisione della Cassazione implica che:
- Gli enti proprietari delle strade devono rispettare rigorosamente la distanza di almeno un chilometro tra il primo avviso e la postazione dell’autovelox, anche in presenza di intersezioni tra i cartelli, per garantire la corretta informazione agli utenti e la legittimità delle sanzioni.
- In caso di violazione di questa regola, le multe elevate potrebbero essere considerate illegittime e soggette a ricorso.
- La segnaletica deve essere collocata in modo che i cartelli siano chiaramente visibili e facilmente interpretabili, rispettando le distanze previste anche in presenza di intersezioni o altre interferenze.
**Conclusioni**
La sentenza della Cassazione del 2025 chiarisce definitivamente che la regola primaria di almeno un chilometro di distanza tra il primo avviso e l’apparecchio di rilevazione della velocità si applica anche in situazioni di intersezioni tra i cartelli. Tale interpretazione rafforza l’importanza della corretta segnaletica stradale e tutela i diritti dei cittadini contro eventuali contestazioni basate su segnaletica inadeguata o distanze non rispettate.
**Raccomandazioni**
- Le amministrazioni devono verificare che la segnaletica sia installata secondo le norme e le indicazioni ministeriali, rispettando la distanza minima di un chilometro.
- I conducenti, per evitare sanzioni, devono prestare attenzione alla segnaletica e mantenere una velocità adeguata in prossimità di segnali di avviso di rilevazione.
- In casi di contestazioni o ricorsi, la corretta interpretazione delle norme come chiarito dalla Cassazione può rappresentare un elemento decisivo a favore del ricorrente.

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