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29 novembre 2025

Tar 2025 - La vicenda riguarda due militari in pensione, un carabiniere e un finanziere, che avevano promosso un’azione legale contro l’INPS – l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale – chiedendo il riconoscimento di un diritto alla corresponsione di “scatti” sulla buonuscita, ovvero di aumenti retributivi riconosciuti in sede di trattamento di fine servizio. L’INPS, tuttavia, aveva negato tale diritto, motivando la propria decisione sulla base di interpretazioni normative e di prassi amministrative.

 


 

 

Tar 2025 - La vicenda riguarda due militari in pensione, un carabiniere e un finanziere, che avevano promosso un’azione legale contro l’INPS – l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale – chiedendo il riconoscimento di un diritto alla corresponsione di “scatti” sulla buonuscita, ovvero di aumenti retributivi riconosciuti in sede di trattamento di fine servizio. L’INPS, tuttavia, aveva negato tale diritto, motivando la propria decisione sulla base di interpretazioni normative e di prassi amministrative.

I militari, insoddisfatti delle risposte dell’INPS, avevano quindi presentato ricorso al TAR del Lazio, che ha accolto le loro istanze, riconoscendo il diritto alla corresponsione degli “scatti” sulla buonuscita.

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**Aspetti normativi e giurisprudenziali**

1. **Normativa di riferimento**

- **Decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66** (Codice dell’ordinamento militare) e **leggi speciali di settore** che regolano la posizione previdenziale e pensionistica dei militari.

- **Legge 27 dicembre 2002, n. 289**, che ha introdotto specifici meccanismi di adeguamento delle pensioni militari e la definizione di “scatti” o aumenti periodici.

- **Legge 22 maggio 1978, n. 147** e successive modifiche, che regolano la buonuscita e il trattamento di fine servizio dei militari.

2. **Il concetto di “scatti” sulla buonuscita**

- Gli “scatti” rappresentano incrementi periodici riconosciuti alle pensioni e ai trattamenti di fine servizio in relazione a specifici criteri di anzianità, merito o qualifiche.

- In alcuni casi, tali scatti sono riconosciuti come diritto acquisito e devono essere applicati anche al calcolo delle buonuscite, ove previsto dalla normativa di settore.

3. **Giurisprudenza rilevante**

- La giurisprudenza amministrativa, in particolare quella del TAR del Lazio e del Consiglio di Stato, ha più volte affermato che i diritti dei militari in materia di trattamento di fine servizio devono essere riconosciuti in conformità alle norme e ai principi di equità e buon senso.

- La Corte di Cassazione ha altresì precisato che le buonuscite devono essere calcolate considerando tutti gli aumenti retributivi e gli scatti maturati nel corso della carriera, anche se alcuni di essi sono stati negati o non riconosciuti dall’amministrazione.

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**Motivazioni della vittoria davanti al TAR**

Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha accolto le istanze dei militari riconoscendo:

- La natura degli “scatti” come diritto acquisito, ancorato a norme di legge e a prassi consolidaata.

- La illegittimità dell’inerzia dell’INPS nel riconoscere e corrispondere tali aumenti sulla buonuscita.

- La necessità di un’interpretazione favorevole alla tutela dei diritti dei pensionati militari, anche alla luce dei principi di buona amministrazione e di tutela dei diritti patrimoniali.

Il TAR ha quindi ordinato all’INPS di rivedere i propri atti e di riconoscere correttamente gli “scatti” sulla buonuscita, applicando le norme e la giurisprudenza vigenti.

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**Considerazioni finali**

Questo caso evidenzia l’importanza di un’interpretazione corretta delle norme che regolano la posizione previdenziale e pensionistica dei militari, soprattutto in relazione ai diritti patrimoniali come le buonuscite. La vittoria davanti al TAR rappresenta un precedente importante, che rafforza la tutela dei diritti dei militari in pensione contro interpretazioni restrittive o erronee da parte degli enti previdenziali.

 

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