**2. Le condotte contestate e la loro qualificazione giuridica**
Le condotte asseritamente illecite della pubblica amministrazione si articolano in vari aspetti:
- **Illegittimo diniego del congedo straordinario**: Nonostante la sentenza della Corte costituzionale n. 232/2018, che dovrebbe aver sanato eventuali invalidità di precedenti dinieghi, l’amministrazione avrebbe continuato a negare illegittimamente il congedo ex art. 42 d.lgs. 151/2001. La valutazione di tale comportamento si inserisce nel contesto di un obbligo di rispettare le pronunce giurisdizionali e costituzionali.
- **Trasferimento e notifiche**: Il trasferimento dall’ufficio di Ancona alla Sezione Polizia stradale di Ancona, oltre alla notifica di atti a indirizzi errati e alla notifica a mani di altri presso la propria abitazione, costituiscono possibili violazioni dei principi di correttezza, buona fede e tutela della riservatezza e della comunicazione.
- **Difficoltà nel rilascio di procure e convocazioni in assenza di necessità urgenti**: Questi comportamenti potrebbero integrare un’azione vessatoria o comunque lesiva della dignità e dei diritti del dipendente.
- **Decurtazione dello stipendio e attribuzione di punteggi**: La decurtazione del 60% dello stipendio per sei mesi e la valutazione negativa dell’anno xxxx sembrano configurare un trattamento punitivo o discriminatorio, potenzialmente illegittimo, specialmente se non supportato da adeguate motivazioni e procedure.
**3. Elementi di diritto e principi applicabili**
- **Il principio di legalità e buon andamento della pubblica amministrazione**: Tutte le condotte devono rispettare le norme di legge e i principi costituzionali, tra cui la tutela della dignità del lavoratore, il diritto al congedo, e il diritto alla difesa e alla corretta comunicazione.
- **Rispetto delle pronunce giurisdizionali e della Corte costituzionale**: La continuità nel rifiuto del congedo, nonostante la pronuncia della Corte, configura un illecito amministrativo e/o un atto illegittimo.
- **Procedimenti disciplinari e sanzioni**: La decurtazione dello stipendio e la valutazione negativa devono rispettare le procedure previste, e sono soggette a verifica circa la loro proporzionalità e correttezza.
**4. Valutazione del danno e responsabilità dell’amministrazione**
Il ricorrente chiede il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali derivanti da tali condotte, che hanno inciso sulla sua integrità psico-fisica, sulla carriera e sulla qualità di vita. La prova del nesso causale tra le condotte e il danno subito è centrale.
**5. La posizione del Consiglio di Stato**
Il ruolo del Consiglio di Stato sarà di verificare:
- La legittimità delle condotte contestate, considerando le norme di settore e i principi di diritto amministrativo.
- L’adeguatezza delle motivazioni poste dall’amministrazione a giustificazione di ciascuna condotta.
- La sussistenza di un danno effettivo e la sua quantificazione.
- La responsabilità dell’amministrazione e l’eventuale obbligo risarcitorio.
Inoltre, il Consiglio di Stato potrebbe esaminare anche eventuali questioni di rito, come la corretta notifica degli atti, il rispetto delle procedure e la conformità delle sanzioni alle norme di legge.
**6. Conclusioni**
Il caso evidenzia la complessità delle relazioni tra pubblica amministrazione e dipendenti pubblici, soprattutto in ambito di tutela dei diritti dei lavoratori e di rispetto dei principi di legalità e buon andamento. La decisione del Consiglio di Stato si basa sulla valutazione accurata delle condotte contestate, della loro legittimità, e sulla prova del danno subito, al fine di determinare la responsabilità dell’amministrazione e di quantificare eventuali risarcimenti.

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