Tar 2026 - Il caso riguarda un dirigente di polizia trasferito da un commissariato all’altro, il quale sostiene che tale trasferimento abbia inciso negativamente sulla propria carriera. In particolare, il Tribunale Regionale ha condannato il Ministero dell’Interno (Viminale) al pagamento di un risarcimento, ritenendo che la decisione di trasferimento fosse stata basata su osservazioni negative e valutazioni sfavorevoli riportate sulla scheda di valutazione del funzionario, da parte del Questore, e che tali valutazioni abbiano determinato un danno sia patrimoniale che morale.
**2. Quadro normativo e giurisprudenziale**
- **Principi di buon andamento e imparzialità della Pubblica Amministrazione**
La Costituzione italiana (articolo 97) prevede che l’attività della Pubblica Amministrazione sia improntata ai principi di buon andamento, imparzialità e trasparenza. La valutazione del personale, in quanto atto di gestione, deve rispettare tali principi e può essere oggetto di scrutinio giurisdizionale in caso di abusi, arbitrarietà o motivazioni non corrette.
- **Il trasferimento come atto amministrativo discrezionale**
In linea generale, il trasferimento di un dirigente di polizia è atto di gestione discrezionale, ma tale discrezionalità non può essere esercitata in modo arbitrario o discriminatorio. Deve essere motivata e basata su ragioni oggettive, non su valutazioni infondate o offensive.
- **Valutazioni e schede di valutazione**
Le schede di valutazione sono strumenti di gestione del personale, ma devono essere redatte e utilizzate nel rispetto della dignità e dei diritti del lavoratore. Se le valutazioni sono infondate, lesive della reputazione professionale e personale, possono configurare un danno reputazionale e morale.
- **Danno patrimoniale e morale**
La giurisprudenza riconosce che un atto illegittimo o lesivo di diritti può determinare un danno patrimoniale (ad esempio, perdita di avanzamenti di carriera, di retribuzione, di opportunità di promozione) e un danno morale, inteso come sofferenza, stress o lesione della dignità.
- **Responsabilità del Ministero e onere probatorio**
La condanna del Viminale si fonda sulla responsabilità per danno derivante da atti illegittimi o lesivi, con onere di prova a carico dell’Amministrazione circa l’assenza di colpa o di illegittimità.
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**3. Elementi di illegittimità e responsabilità**
Il Tribunale ha ritenuto illegittimo il trasferimento e la valutazione negativa, riconoscendo che:
- Le osservazioni negative formulate dal Questore e riportate sulla scheda di valutazione sono risultate infondate o pretestuose.
- Tali osservazioni hanno inciso sulla valutazione complessiva e sulla carriera del funzionario, portandolo a essere trasferito in un commissariato di minore rilevanza, subendo un danno patrimoniale (ad esempio, possibilità di avanzamento, promozioni) e morale (danno alla reputazione professionale e personale).
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**4. Implicazioni giuridiche e conclusioni**
- **Il danno subito dal funzionario** è stato riconosciuto come conseguenza di un atto amministrativo illegittimo, cioè il trasferimento motivato da valutazioni infondate o lesive.
- **La condanna del Viminale** conferma che le valutazioni e il trasferimento devono rispettare i principi di trasparenza, imparzialità e correttezza, e che le decisioni unilaterali che ledono la reputazione e la carriera di un dirigente devono essere adeguatamente motivate e rispettare i diritti fondamentali del lavoratore.
- **Risarcimento**: La sentenza ha stabilito un sostanziale risarcimento per il danno patrimoniale e morale subito, evidenziando l’importanza di una gestione corretta e motivata del personale di polizia, e di una tutela giurisdizionale efficace contro atti lesivi.
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**5. Riflessioni finali**
Il caso evidenzia come le valutazioni negative e i trasferimenti disposti senza adeguata motivazione possano avere conseguenze dannose per i dirigenti di polizia, e come la giurisprudenza italiana tuteli il diritto alla reputazione e alla carriera attraverso il riconoscimento del danno patrimoniale e morale. La corretta applicazione dei principi di trasparenza e imparzialità rappresenta un presidio fondamentale per il buon funzionamento della pubblica amministrazione e la tutela dei diritti dei lavoratori.
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