Tar 2026 - Il caso in esame riguarda un’azione giudiziaria promossa dal sindacato militare (OMISSIS) contro un atto amministrativo che prevede la decadenza automatica dalle cariche sindacali in conseguenza dell’irrogazione di sanzioni disciplinari di stato. L’intervento del sindacato si inserisce nel più ampio contesto della tutela delle libertà sindacali dei militari, un ambito tradizionalmente delicato a causa delle specificità dell’ordinamento militare, e soggetto a un complesso bilanciamento tra esigenze di disciplina e diritti fondamentali.
**Contesto normativo e principi costituzionali**
La normativa di riferimento per le libertà sindacali dei militari è rappresentata dalla legge n. 86/2022, la quale ha riconosciuto e rafforzato il ruolo dei sindacati militari, garantendo loro alcune libertà e tutele, seppur in un quadro di limiti propri dell’ordinamento militare. Tuttavia, la norma contestata, che collega in modo automatico la decadenza dalle cariche sindacali alla sola irrogazione di sanzioni disciplinari di stato, rischia di ledere i principi di autonomia e libertà sindacale sanciti dalla Costituzione.
L’art. 39 della Costituzione garantisce la libertà di associazione e sindacato, e l’art. 1189 del Codice Civile e la legge 300/1970 (Statuto dei Lavoratori) riconoscono il diritto dei lavoratori di organizzarsi e di tutelare i propri diritti sindacali. Sebbene i militari siano soggetti a una disciplina speciale, la loro tutela costituzionale non può essere esclusa o compromessa mediante automatismi normativi che non tengano conto delle garanzie di autonomia sindacale e di difesa del personale.
**Criticità dell’automatismo tra sanzioni disciplinari e decadenza**
L’argomento centrale sottolineato dall’Avv. OMISSIS e dai rappresentanti sindacali è che il collegamento automatico tra sanzioni disciplinari di stato e decadenza dalle cariche sindacali rappresenta un intervento di forte compressione delle libertà sindacali. Questa previsione normativa, infatti, non prevede una valutazione discrezionale o motivata, ma opera un automatismo che può portare alla decadenza anche in assenza di valutazioni contestuali o di garanzie di difesa adeguate.
Un sistema di questo tipo rischia di minare gravemente il funzionamento autonomo dei sindacati militari, compromettendo la loro capacità di rappresentanza e tutela del personale, e contravvenendo ai principi di proporzionalità e di tutela dei diritti fondamentali. La giurisprudenza costituzionale e amministrativa ha più volte affermato che le restrizioni ai diritti sindacali devono essere motivate e proporzionate, e non possono basarsi su automatismi che riducono la tutela a un meccanismo meccanico.
**Importanza del caso e posizione del sindacato**
Il sindacato dei militari, rappresentato dal Segretario Generale Nazionale e dal Segretario Regionale, ha evidenziato come la libertà sindacale rappresenti un diritto fondamentale conquistato con il decreto-legge del 2022, e che oggi si trovi sotto minaccia a causa di norme che ne pregiudicano l’effettiva attuazione. La loro posizione si inserisce nel quadro di una battaglia di civiltà volta a garantire che i diritti dei militari siano tutelati e non ridotti a mere formalità.
Il giudizio pendente presso il TAR, quindi, mira a verificare la legittimità e la compatibilità costituzionale di tale automatismo, chiedendo una lettura che contemperi le esigenze di disciplina militare con la tutela delle libertà sindacali.
**Conclusioni e prospettive**
Il caso rappresenta un importante precedente giurisprudenziale in materia di libertà sindacale dei militari, in un contesto in cui il diritto alla tutela sindacale si scontra con le esigenze di disciplina e ordine militare. La decisione del TAR potrà avere ripercussioni significative sulla normativa futura e sull’equilibrio tra i principi costituzionali e le specificità dell’ordinamento militare.
In conclusione, si auspica che il giudice possa riconoscere la necessità di un’interpretazione della normativa che eviti automatismi penalizzanti, garantendo un’effettiva tutela delle libertà sindacali e dei diritti fondamentali del personale militare, nel rispetto del principio di proporzionalità e del favor libertatis.
Nessun commento:
Posta un commento