**Fatti e motivazioni della sentenza**
I ricorrenti avevano sostenuto che il trasferimento, operato in seguito a un concorso interno, dovesse essere qualificato come trasferimento d’ufficio, e pertanto avrebbe dovuto comportare il riconoscimento dell’indennità prevista dalla normativa di settore. In particolare, essi argomentavano che il trasferimento non poteva essere considerato un semplice effetto della selezione, ma piuttosto un atto di amministrazione che, ai sensi delle norme di legge e della giurisprudenza consolidata, dà diritto all’indennità di trasferimento.
Il TAR, nella sentenza emessa in udienza pubblica il 5 novembre 2025, ha accolto le ragioni dei ricorrenti, ritenendo che il trasferimento conseguente alla selezione concorsuale possa qualificarsi come trasferimento d’ufficio, laddove ricorrano i presupposti di legge e di fatto previsti dalla normativa vigente.
**Rilevanza della giurisprudenza richiamata**
Il Tribunale ha richiamato la consolidata giurisprudenza del Consiglio di Stato, secondo cui il trasferimento legato all’assegnazione a funzioni superiori o diverse rispetto a quelle precedentemente svolte rientra tra i casi che legittimano il riconoscimento dell’indennità di trasferimento. In particolare, si evidenzia come il trasferimento per motivi di servizio, anche se conseguente a una selezione o promozione interna, costituisca un atto di amministrazione che comporta oneri economici a carico dell’amministrazione, tra cui l’indennità di trasferimento, qualora ricorrano le condizioni di legge.
**Implicazioni pratiche e principi di diritto**
La sentenza conferma che il trasferimento in ambiti di riorganizzazione interna, promozioni o selezioni concorsuali, può essere qualificato come trasferimento d’ufficio, con conseguente diritto all’indennità, anche se formalmente riconducibile a una scelta organizzativa o di carriera.
Inoltre, si sottolinea come questa pronuncia rafforzi il principio di coerenza tra norme e pratiche amministrative, ponendo in evidenza il dovere delle pubbliche amministrazioni di rispettare i diritti riconosciuti dalla legge, assicurando certezza e tutela ai lavoratori pubblici, in particolare a quelli della Polizia Penitenziaria, che operano in contesti delicati e sensibili.
**Considerazioni finali**
Questa decisione rappresenta un importante richiamo al rispetto delle norme e alla corretta interpretazione delle condizioni che legittimano il riconoscimento dell’indennità di trasferimento. La sentenza non solo tutela i diritti dei dipendenti, ma rafforza anche il principio di legalità e di buona amministrazione, evitando che pratiche organizzative interne possano illegittimamente privare i lavoratori di un diritto già previsto dalla legge.
È auspicabile che le pubbliche amministrazioni, nel rispetto di questa pronuncia, adeguino le proprie prassi e le proprie delibere, garantendo trasparenza e legalità nelle operazioni di trasferimento del personale, con un’attenzione particolare ai diritti di chi opera in settori complessi come quello della Polizia Penitenziaria.

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