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15 dicembre 2025

Tar 2025 - "Esclusa dal concorso Guardia di Finanza per 'contesto familiare criminale', Tar la riammette: 'Discriminazione'"

 


 

 

Tar 2025 - "Esclusa dal concorso Guardia di Finanza per 'contesto familiare criminale', Tar la riammette: 'Discriminazione'"

**Analisi del caso e quadro normativo**

Il caso riguarda una candidata che, in virtù di un presunto 'contesto familiare criminale', era stata esclusa da un concorso pubblico. Successivamente, il Tar (Tribunale Amministrativo Regionale) ha disposto la sua riammissione, ritenendo l'esclusione discriminatoria.

**1. Presupposto fattuale e decisione amministrativa**

L'esclusione dalla procedura concorsuale si fondava sulla presenza di un 'contesto familiare criminale'. Tuttavia, questa motivazione appare discutibile, in quanto potrebbe rappresentare una forma di discriminazione indiretta o di trattamento differente ingiustificato. La decisione del Tar di riammettere la candidata suggerisce che, alla luce del diritto vigente, l'esclusione si configura come illegittima e discriminatoria.

**2. Discriminazione e principi costituzionali**

L'articolo 3 della Costituzione italiana stabilisce il principio di uguaglianza di fronte alla legge, vietando ogni forma di discriminazione, diretta o indiretta, fondata su condizioni personali o sociali. La giurisprudenza costituzionale ha più volte affermato che l'esclusione da una procedura pubblica deve essere giustificata da motivi oggettivi e proporzionati, e non può basarsi su caratteristiche personali o storie familiari che non siano direttamente pertinenti alla selezione.

**3. Discriminazione indiretta e 'contesto familiare criminale'**

L'espressione 'contesto familiare criminale' può essere interpretata come una discriminazione indiretta, poiché si basa su un dato personale che potrebbe non essere direttamente collegato alle capacità o all'idoneità della candidata per il ruolo pubblico. La giurisprudenza amministrativa sottolinea che l'esclusione di soggetti sulla base di elementi che non sono pertinenti alla posizione può configurare una discriminazione indiretta, vietata dall'articolo 21-septies della legge 29 luglio 1990, n. 205, che recepisce la direttiva europea antidiscriminazioni.

**4. Giurisprudenza del Tar e principio di non discriminazione**

Il Tar, nel rivedere le decisioni amministrative, ha il compito di garantire che le motivazioni alla base delle esclusioni siano giustificate, oggettive e proporzionate. In questo caso, la sua decisione di riammettere la candidata indica che l'esclusione era illegittima, in quanto basata su un motivo che può essere ritenuto discriminatorio e, quindi, contrario ai principi di parità di trattamento e di non discriminazione.

**5. Conclusioni**

- L'esclusione dal concorso in presenza di un 'contesto familiare criminale' può essere considerata una forma di discriminazione indiretta se non supportata da elementi oggettivi e pertinenti alla funzione pubblica oggetto del concorso.

- La decisione del Tar di riammettere la candidata rafforza il principio che le procedure pubbliche devono rispettare i principi di uguaglianza e non discriminazione, e che ogni esclusione deve essere motivata da ragioni obiettive e proporzionate.

- La vicenda evidenzia l'importanza di scrutinare attentamente le motivazioni di esclusione e di garantire che non si traducano in una violazione dei diritti fondamentali tutelati dalla Costituzione e dalla normativa europea.

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**In sintesi:**

Il caso rappresenta un esempio di come un motivo di esclusione basato su un 'contesto familiare criminale' possa configurare una discriminazione indiretta, incompatibile con i principi costituzionali di uguaglianza e di non discriminazione. La decisione del Tar di riammettere la candidata si inserisce nel solco della tutela dei diritti fondamentali e del rispetto delle regole di imparzialità e pari trattamento nelle procedure pubbliche.


 

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