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12 dicembre 2025

La sentenza della Cassazione n. 39937 del 2025 affronta il tema delle concessioni demaniali e delle conseguenze in caso di modifiche non autorizzate da parte del concessionario. Di seguito si offre un commento legale dettagliato, analizzando i principi applicabili e le implicazioni della pronuncia.

 

La sentenza della Cassazione n. 39937 del 2025 affronta il tema delle concessioni demaniali e delle conseguenze in caso di modifiche non autorizzate da parte del concessionario. Di seguito si offre un commento legale dettagliato, analizzando i principi applicabili e le implicazioni della pronuncia.

**1. Contestualizzazione della pronuncia**

La Suprema Corte si pronuncia sul regime delle variazioni apportate dai concessionari di beni demaniali, distinguendo tra variazioni sostanziali e non sostanziali, e sulle conseguenze di tali modifiche in termini di decadenza della concessione.

**2. Variazioni e poteri della pubblica amministrazione**

Secondo la vigente normativa e la giurisprudenza consolidata, ogni modifica alle condizioni originarie della concessione deve essere autorizzata dall’ente concedente (PA). L’art. 35 del Codice della Navigazione e l’art. 34 del Codice dei Beni Culturali e Paesaggistici regolano le concessioni demaniali, prevedendo che eventuali variazioni sostanziali devono essere preventivamente autorizzate.

La sentenza chiarisce che:

- **Qualsiasi variazione, sostanziale o meno, apportata dal concessionario senza autorizzazione costituisce un atto abusivo**. Ciò comporta l’obbligo per la Pubblica Amministrazione di intervenire con i poteri di ripristino, ovvero di ripristinare le condizioni originarie del bene.

- **Le variazioni non autorizzate costituiscono inadempimento contrattuale**, e la PA ha il dovere di tutelare il patrimonio pubblico, adottando le misure idonee a rimuovere gli effetti di tali modifiche.

**3. Differenza tra variazioni sostanziali e non**

La distinzione tra variazioni sostanziali e non è fondamentale:

- **Variazioni sostanziali**: modifiche che alterano significativamente la natura, l’uso, o le caratteristiche del bene o della concessione. Queste richiedono una preventiva autorizzazione e, in caso di loro attuazione senza autorizzazione, comportano la decadenza automatica della concessione. La decadenza è prevista come sanzione più severa, volta a preservare l’interesse pubblico e la tutela del patrimonio demaniale.

- **Variazioni non sostanziali**: modifiche di minore entità, che non alterano significativamente le condizioni originarie. Tuttavia, anche queste devono rispettare le condizioni contrattuali e le eventuali autorizzazioni. La loro realizzazione abusiva può comunque comportare sanzioni e obblighi di ripristino.

**4. Decadenza della concessione**

In presenza di variazioni sostanziali non autorizzate, la Cassazione stabilisce che la PA può procedere alla **decadenza automatica** della concessione, senza necessità di un procedimento di revoca formale, in quanto la condotta costituisce causa di risoluzione di diritto del rapporto concessorio.

La decadenza rappresenta una misura correttiva di carattere sanzionatorio, finalizzata a garantire il rispetto delle norme e a tutelare il patrimonio pubblico. Essa si basa sul principio che le concessioni demaniali devono essere esercitate nel rispetto delle condizioni originarie e delle autorizzazioni previste dalla legge.

**5. Implicazioni pratiche e procedure**

L’ente concedente, in presenza di modifiche non autorizzate, deve adottare:

- **Misure di ripristino**, per riportare il bene alle condizioni originarie, esercitando i poteri di tutela e vigilanza previsti dalla legge.

- **Procedimenti di decadenza**, qualora le variazioni siano sostanziali e non autorizzate, seguendo le procedure di legge e garantendo il rispetto del contraddittorio.

**6. Conclusioni**

La pronuncia della Cassazione n. 39937/2025 ribadisce la necessità che qualsiasi modifica alle concessioni demaniali sia preventivamente autorizzata dall’amministrazione concedente, e che le variazioni abusive, specialmente quelle sostanziali, comportano conseguenze severe, tra cui la decadenza dalla concessione. L’intervento della PA deve essere tempestivo e deciso, esercitando i propri poteri di tutela e ripristino, a tutela del patrimonio pubblico e del corretto svolgimento delle attività concessionarie.

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**In sintesi:**

- Qualsiasi modifica abusiva, sostanziale o meno, impone alla PA di intervenire con poteri di ripristino.
- Le variazioni sostanziali non autorizzate comportano la decadenza automatica della concessione.
- La tutela del patrimonio pubblico richiede un rigoroso rispetto delle condizioni e delle autorizzazioni previste dalla legge. 

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