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21 novembre 2025

La sentenza Cassazione n. 37675 del 2025 si inserisce nel quadro della tutela penale degli animali, concretamente nell’ambito dell’art. 727 c.p., che punisce chiunque detenga un animale in condizioni incompatibili con la sua natura, causando sofferenze. La disposizione mira a prevenire ogni forma di maltrattamento e abbandono, riconoscendo agli animali una tutela penale che si concretizza anche in sanzioni penali severe.

 

 


La sentenza Cassazione n. 37675 del 2025 si inserisce nel quadro della tutela penale degli animali, concretamente nell’ambito dell’art. 727 c.p., che punisce chiunque detenga un animale in condizioni incompatibili con la sua natura, causando sofferenze. La disposizione mira a prevenire ogni forma di maltrattamento e abbandono, riconoscendo agli animali una tutela penale che si concretizza anche in sanzioni penali severe.

2. **Applicazione dell’Art. 727, comma 2, c.p.**

La Corte ha ribadito che la violazione del comma 2 di tale articolo si configura quando si detiene un animale in condizioni che risultano incompatibili con la sua natura, anche per negligenza. La norma, infatti, non richiede necessariamente un intento malizioso, ma anche l’omissione di cure e di attenzione che, in modo negligente, determinano sofferenza all’animale.

3. **Condizione di Detenzione e Sofferenza**

La sentenza evidenzia che la sofferenza degli animali può derivare non solo da processi patologici o da malattie, ma anche da condizioni di vita che incidono sulla sensibilità psico-fisica dell’animale stesso. Ciò significa che anche carenze di igiene, mancanza di spazio, alimentazione insufficiente o condizioni di isolamento possono configurare il reato di maltrattamento, se dimostrano che le condizioni di detenzione sono incompatibili con la natura dell’animale.

4. **Valutazione del Caso e Considerazione della Tenuità del Fatto**

La Cassazione ha escluso che il fatto possa essere considerato di particolare tenuità, motivando che il numero elevato di animali coinvolti e le condizioni in cui erano detenuti aggravano la rilevanza penale del reato. La presenza di un elevato numero di animali maltrattati indica un comportamento sistematico e grave, che rende il fatto meritevole di sanzione penale.

5. **Implicazioni Giuridiche e Precedenti**

Questa pronuncia rafforza il principio secondo cui la tutela penale degli animali si applica anche in casi di negligenza e sottolinea l’importanza di considerare tutte le circostanze oggettive e soggettive per inquadrare correttamente il reato. La sentenza costituisce un precedente importante in ambito di tutela animale, sottolineando la rilevanza penale di condotte che, pur senza intento malizioso, causano sofferenza agli animali.

6. **Conclusioni**

In definitiva, la sentenza Cassazione n. 37675/2025 rappresenta un’ulteriore conferma della severità della normativa penale in materia di maltrattamento di animali. Essa sottolinea come anche comportamenti negligenti e condizioni di detenzione non idonee possano integrare il reato, rafforzando l’obbligo di tutela e di cura che grava su chi detiene animali, con attenzione alla loro natura e ai loro bisogni fondamentali.


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