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07 febbraio 2026

Consiglio di Stato 2026 - controversia amministrativa relativa alla destituzione di un dipendente della Pubblica Sicurezza, decisa mediante provvedimenti amministrativi e giudiziari, con particolare attenzione alla sentenza del Tribunale amministrativo regionale (TAR) OMISSIS n. OMISSIS del 4 settembre OMISSIS.

 


 


Consiglio di Stato 2026 - controversia amministrativa relativa alla destituzione di un dipendente della Pubblica Sicurezza, decisa mediante provvedimenti amministrativi e giudiziari, con particolare attenzione alla sentenza del Tribunale amministrativo regionale (TAR) OMISSIS n. OMISSIS del 4 settembre OMISSIS.


Il ricorso, respinto in primo grado dal TAR OMISSIS, impugnava due atti distinti:

- Il decreto del Capo della Polizia – Direttore generale della Pubblica sicurezza, datato 22 luglio OMISSIS, che disponeva la destituzione dall’amministrazione a decorrere dal 5 febbraio OMISSIS.
- La deliberazione del 26 giugno OMISSIS del Consiglio provinciale di disciplina presso la Questura di OMISSIS.


Il decreto del Capo della Polizia rappresenta un atto di natura amministrativa unilaterale, adottato ai sensi dell’art. 7 del D.P.R. n. 737/1981, che disciplina le sanzioni disciplinari nei confronti del personale della Polizia di Stato. La destituzione, cioè la revoca dall’impiego, è una sanzione disciplinare grave, che comporta l’inevitabile perdita del rapporto di servizio.

La deliberazione del Consiglio provinciale di disciplina costituisce, invece, l’atto di accertamento e valutazione disciplinare, che ha portato alla proposta di sanzione, e si inserisce nel procedimento disciplinare previsto dalla normativa di settore.


Il TAR ha respinto il ricorso, ritenendo che i provvedimenti impugnati siano stati adottati nel rispetto delle procedure di legge e dei principi di imparzialità e motivazione. In particolare:

- La legittimità del decreto del 22 luglio OMISSIS: il TAR ha riconosciuto che il provvedimento è stato adottato sulla base di un procedimento disciplinare regolare e che l’autorità competente (il Capo della Polizia) ha agito nel rispetto delle prerogative e dei limiti normativi.
- La validità della deliberazione del 26 giugno OMISSIS: il giudice ha evidenziato che la delibera disciplinare, adottata dal Consiglio provinciale, si inserisce in un procedimento disciplinare corretto, e che i motivi alla base della sanzione sono stati adeguatamente motivati e non viziati da illegittimità.


- **Principio di legalità e rispettiva normativa di settore**: l’adozione di sanzioni disciplinari nel pubblico impiego, e in particolare nella Polizia di Stato, è soggetta a un procedimento rigoroso, che assicura il contraddittorio, la motivazione e il rispetto delle garanzie procedurali.
- **Validità del procedimento disciplinare**: la normativa di riferimento (art. 7 del D.P.R. n. 737/1981 e successive integrazioni) prescrive modalità e termini che devono essere rispettati affinché la sanzione sia legittima.
- **Imparzialità e motivazione**: i provvedimenti devono essere motivati e adottati da soggetti imparziali, in conformità con i principi costituzionali e di buon andamento della pubblica amministrazione.


La pronuncia del TAR conferma la validità e legittimità dei provvedimenti disciplinari adottati nei confronti del dipendente pubblico, rafforzando il principio secondo cui la destituzione, in ambito di pubblica sicurezza, è una sanzione che può essere irrogata solo nel rispetto delle procedure e dei principi sopra menzionati.

L’esito sfavorevole del ricorso in primo grado, confermato dal Consiglio di Stato, suggerisce che le amministrazioni pubbliche, in specie quelle di pubblica sicurezza, devono attentamente rispettare le norme procedurali e motivazionali per la legittimità dei provvedimenti.

Il giudizio del TAR OMISSIS evidenzia come la normativa disciplinare, se correttamente applicata e rispettosa delle garanzie procedurali, consenta all’amministrazione di adottare provvedimenti di destituzione che siano legittimi e insindacabili in sede giurisdizionale. La sentenza rafforza la consolidata giurisprudenza secondo cui i provvedimenti disciplinari devono essere supportati da una adeguata motivazione, adottati da soggetti imparziali e nel rispetto delle procedure di legge.

In sintesi, questa vicenda sottolinea l’importanza di garantire la corretta esecuzione delle procedure disciplinari e di rispettare i principi di legalità, imparzialità e motivazione per la validità ed efficacia dei provvedimenti di destituzione nel pubblico impiego, specie in settori sensibili come quello della pubblica sicurezza.



 

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