Tar 2026 - **La presente pronuncia del Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) riguarda un ricorso proposto da un soggetto che ha maturato un’intera carriera lavorativa tra la Marina Militare e la Polizia di Stato, e che ha contestato una trattenuta operata dall’INPS sulla sua indennità di buonuscita. La decisione affronta questioni relative alla corretta applicazione delle norme previdenziali e alla legittimità delle trattenute operate dall’INPS.
### 1. **Fatti di causa**
Il ricorrente ha prestato servizio dapprima come militare e successivamente come appartenente alla Polizia di Stato, con un’anzianità complessiva di 43 anni. Alla cessazione del rapporto di lavoro (31.01.2018), ha richiesto il pagamento dell’indennità di buonuscita, che gli è stata erogata in due tranche, calcolate sulla base dello stipendio netto utile alla data di cessazione.
L’INPS ha trattenuto una somma di € 4.576,75, indicata come “totale recuperi”, senza ulteriori dettagli. La questione riguarda la legittimità di questa trattenuta, che il ricorrente ha contestato.
---
### 2. **Questioni giuridiche principali**
- **Calcolo dell’indennità di buonuscita:**
La buonuscita è una prestazione di natura previdenziale o assistenziale, calcolata sulla base di parametri stabiliti dalla normativa vigente, spesso correlata al trattamento di fine rapporto (TFR) e alle componenti di retribuzione e contribuzione.
- **Trattenute operate dall’INPS:**
La trattenuta di € 4.576,75, indicata come “recuperi”, suggerisce un’operazione di recupero di somme precedentemente erogate o di trattenute relative a contributi, che devono essere analizzate alla luce delle norme sul ripetibile e sulla corretta applicazione delle trattenute.
- **Legittimità delle trattenute:**
La normativa di riferimento include il decreto legislativo n. 165/1997, le circolari INPS e la giurisprudenza amministrativa e contabile, che stabiliscono i limiti e le modalità delle trattenute su prestazioni di fine rapporto.
---
### 3. **Esito del giudizio**
Il TAR ha accolto parzialmente il ricorso, annullando in parte il provvedimento impugnato e condannando l’INPS a restituire la somma di € 1.569,91, con interessi dal giorno della domanda.
**Consequenze giuridiche:**
- La sentenza riconosce che alcune trattenute operate dall’INPS sono illegittime o eccessive.
- La condanna all’INPS di restituire € 1.569,91 indica che il Tribunale ha ritenuto che una parte della trattenuta di € 4.576,75 fosse non conforme alla normativa o non giustificata.
---
### 4. **Principi e implicazioni legali**
- **Legittimità delle trattenute su indennità di buonuscita:**
La giurisprudenza consolidata ammette trattenute su indennità di buonuscita solo nei limiti consentiti dalla legge e se giustificate da specifiche obbligazioni creditorie del soggetto pubblico o previdenziale.
La trattenuta di € 4.576,75 in assenza di adeguata motivazione può essere considerata illegittima o eccessiva.
- **Recupero di somme:**
La pronuncia evidenzia che le trattenute devono essere effettuate nel rispetto del principio di proporzionalità e trasparenza, e che eventuali “recuperi” devono essere adeguatamente motivati e giustificati.
- **Ruolo dell’INPS:**
L’INPS, quale ente previdenziale, ha l’obbligo di rispettare le norme sulla trattenuta e di fornire dettagliate motivazioni nel prospetto di liquidazione. La mancata chiarezza può determinare l’illegittimità delle trattenute e la condanna alla restituzione.
---
### 5. **Conclusioni e consigli pratici**
- La sentenza evidenzia l’importanza di una corretta applicazione delle norme sulle trattenute previdenziali e di una trasparenza nei prospetti di liquidazione.
- Per i soggetti interessati, è fondamentale verificare la documentazione fornita dall’ente previdenziale e, in caso di trattenute ingiustificate, procedere con ricorsi amministrativi o giudiziari.
- La decisione del TAR rafforza il principio che le trattenute devono essere sempre motivate e proporzionate, e che eventuali somme indebitamente trattenute devono essere restituite con gli interessi.
---
**In sintesi:**
La sentenza del TAR del 2026 rappresenta un importante principio di tutela del contribuente e del pensionato, consolidando il diritto alla trasparenza e alla corretta gestione delle trattenute sulle prestazioni di fine rapporto. La condanna dell’INPS alla restituzione di € 1.569,91 e la parziale accoglienza del ricorso sottolineano l’obbligo delle pubbliche amministrazioni di rispettare le norme sulla tutela dei diritti previdenziali e assistenziali dei cittadini.

Nessun commento:
Posta un commento