Fatto oggetto di contestazione
Il procedimento si basa sulla condanna definitiva di un ex appartenente alla Guardia di Finanza, XXXXX, per reati di rivelazione di segreti d’ufficio ex art. 326 c.p., come sancito dalla sentenza della Corte di Cassazione n. 35799/2015. La condanna penale, in quanto sentenza definitiva, assume rilievo nel contesto della responsabilità amministrativa per danno all’immagine della P.A., in quanto può aver causato una lesione alla reputazione e alla credibilità dell’Amministrazione, nonché alla sua immagine pubblica.
Aspetti giuridici
1. **Responsabilità amministrativa e danno all’immagine della P.A.**
La responsabilità amministrativa degli enti pubblici per danni all’immagine si fonda sul principio che un comportamento illecito di un dipendente o soggetto legato all’Amministrazione può comportare un danno reputazionale alla stessa, suscettibile di risarcimento. Il danno all’immagine può derivare da pubblicazioni, sentenze o comportamenti che ledono la reputazione dell’Ente pubblico, anche in assenza di un danno patrimoniale diretto.
2. **Natura della richiesta di risarcimento**
La Procura regionale, agendo in nome e per conto della Guardia di Finanza, chiede il pagamento di € 5.000,00, rivalutati monetariamente, più interessi legali e spese processuali. La richiesta si inserisce nel contesto di responsabilità per danno all’immagine, che si configura come responsabilità extracontrattuale (risarcimento del danno ingiusto), fondata sulla lesione della reputazione dell’Amministrazione a seguito di condanna penale definitiva di un proprio dipendente.
3. **Nesso di causalità**
La domanda si fonda sulla relazione causale tra la condanna penale di XXXXX e il danno all’immagine della Guardia di Finanza. È necessario dimostrare che la condanna ha effettivamente prodotto una lesione alla reputazione dell’Ente pubblico, anche considerando che la condanna riguarda un comportamento personale dell’ex appartenente, ma che tale comportamento ha avuto ripercussioni sulla percezione pubblica dell’Amministrazione.
4. **Principio di responsabilità e onere della prova**
La responsabilità dell’Amministrazione si basa sulla prova del nesso tra il danno subito e il comportamento del soggetto condannato, nonché sulla dimostrazione che l’ente ha adottato tutte le misure di tutela e di gestione del personale. La natura della responsabilità può essere anche di tipo oggettivo, qualora si evidenzi che l’evento dannoso deriva da un comportamento illecito del dipendente.
5. **Calcolo del danno e rivalutazione**
La somma di € 5.000,00 richiesta rappresenta presumibilmente un danno stimato, cui si aggiunge la rivalutazione monetaria e gli interessi legali, ai sensi delle norme sul risarcimento del danno e sulla rivalutazione dei crediti pubblici.
Aspetti procedurali
- La procedura si svolge davanti alla Corte dei Conti, che ha competenza in materia di responsabilità erariale e amministrativa.
- La costituzione in giudizio dell’ente pubblico può essere effettuata per contestare o per accettare la richiesta di risarcimento.
- La prova della responsabilità e del danno sarà articolata attraverso documenti, sentenze definitive e eventuali testimonianze.
Conclusioni
Il procedimento mira a stabilire se la condanna penale di XXXXX abbia effettivamente causato un danno all’immagine della Guardia di Finanza e se tale danno possa essere risarcito dall’ente pubblico, sulla base della responsabilità amministrativa prevista dall’ordinamento. La valutazione della Corte dei Conti si concentrerà sulla dimostrazione del nesso causale, sulla quantificazione del danno e sulla corretta imputazione della responsabilità.
In sintesi, si tratta di un caso in cui si intrecciano responsabilità penale e responsabilità amministrativa, con particolare attenzione agli effetti reputazionali di condotte illecite di soggetti legati all’Amministrazione Pubblica.
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