Consiglio di Stato 2025- Il Consiglio di Stato, con ordinanza, affronta una questione di grande rilevanza relativa alla natura e alla modalità di emissione di un atto amministrativo contestato dall’appellante, che nel caso specifico riguarda un decreto del …. dell’Aeronautica Militare. La decisione si concentra sulla corretta interpretazione delle norme del decreto legislativo n. 66/2010, in particolare degli articoli 322, 323, 326 e 331, che disciplinano i procedimenti e gli atti di natura impositiva e le relative fasi procedimentali.
**Motivi e questioni giuridiche sollevate**
L’appellante sostiene che l’atto impugnato possa essere qualificato come un rinnovo di un precedente provvedimento o come un nuovo atto impositivo, e in entrambe le ipotesi si ravvisano vizi procedurali e sostanziali. In particolare:
- Se si tratta di un rinnovo, si evidenzia che l’Aeronautica Militare avrebbe superato il termine quinquennale di efficacia del precedente atto, violando le previsioni normative e i principi di stabilità e di conformità al giudicato (riferimenti a sentenze n. 5102/2016 e n. 955/2013).
- Se si tratta di un nuovo atto, allora sarebbe stato necessario seguire il procedimento previsto dagli artt. 322, 323, 326 e 331 del decreto legislativo n. 66/2010, cosa che si sostiene non sia avvenuta.
**Indagine e richiesta di chiarimenti**
Per poter decidere sulla questione, il Collegio ritiene opportuno che l’Amministrazione fornisca chiarimenti dettagliati riguardo a:
a) Il procedimento adottato, dall’iniziativa alla fase istruttoria e decisionale, che ha portato all’emanazione del decreto del 2019.
b) Le fasi temporali e procedurali del procedimento, specificando gli atti e le attività svolte.
c) Gli enti coinvolti, anche in qualità di soggetti che hanno fornito pareri o sono stati partecipati nel procedimento, e le comunicazioni o notifiche effettuate, in conformità alle disposizioni degli artt. 322, 323, 326 e 331 del decreto legislativo n. 66/2010.
**Procedura e termini**
Il Collegio dispone che l’Amministrazione provveda entro 60 giorni dalla notificazione o comunicazione dell’ordinanza, depositando documenti e chiarimenti che consentano di chiarire i punti sopra indicati.
Successivamente, il Presidente della Sezione valuterà la fissazione di un’udienza per la decisione definitiva dell’appello, e ogni altra questione di rito, di merito e sulle spese sarà rimessa alla sentenza finale.
**Significato e implicazioni**
La decisione sottolinea l’importanza di rispettare le procedure previste dal decreto legislativo n. 66/2010 e la necessità di accertare se l’atto impugnato sia un rinnovo, che richiede il rispetto di termini e limiti temporali, oppure un nuovo atto, che deve seguire un procedimento più articolato e specifico. La richiesta di chiarimenti mira a garantire la trasparenza e la legittimità dell’atto, evitando vizi procedurali che possano invalidarlo.
In conclusione, questa ordinanza rappresenta un momento procedurale fondamentale per chiarire la natura dell’atto impugnato e per assicurare che l’iter sia stato rispettato secondo il quadro normativo vigente, in vista di una futura decisione sul merito dell’appello.
Nessun commento:
Posta un commento