Translate

14 maggio 2026

Tar 2026 - 'Carabiniera umiliata', Tar dà ragione al maresciallo che la tutelò gli era stata abbassata la valutazione.

 


 

 

Tar 2026 - 'Carabiniera umiliata', Tar dà ragione al maresciallo che la tutelò gli era stata abbassata la valutazione.

La vicenda oggetto di analisi riguarda un episodio di umiliazione verbale e simbolica di una giovane carabiniera, avvenuto presso la caserma di Omissis, e le conseguenze successive sulla valutazione professionale del maresciallo comandante della stazione, che aveva segnalato l’accaduto ai propri superiori. La decisione del Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) di annullare la valutazione abbassata e la condotta del comandante coinvolto rappresentano un importante precedente per la tutela della legalità e dei principi di obiettività e imparzialità nelle valutazioni disciplinari all’interno delle forze armate.

Nel caso specifico, una carabiniera di 21 anni è stata umiliata pubblicamente da un ufficiale, che le ha apposto un "visto" con penna biro sulla fronte. Successivamente, il maresciallo comandante della stazione, ritenendo che tale comportamento costituisse una grave ingiustizia nei confronti della collega, ha segnalato l’accaduto ai superiori. In conseguenza di questa segnalazione, la valutazione professionale del maresciallo, inizialmente "eccellente", è stata abbassata a "superiore alla media" nella scheda di valutazione redatta dal comandante della compagnia, superiore diretto del maresciallo.

Procedimento e Decisione del TAR

Il maresciallo ha impugnato la scheda di valutazione presso il TAR, che ha accolto il ricorso e ha annullato il provvedimento di abbassamento della valutazione. La motivazione principale fornita dal giudice si basa sul fatto che, in presenza di fatti di tale gravità, il compilatore (il comandante della compagnia) avrebbe dovuto astenersi dal redigere la valutazione, poiché la sua posizione poteva compromettere la serenità e l’obiettività del giudizio. Di conseguenza, la scheda di valutazione è stata annullata e l’amministrazione è stata condannata a riformulare la valutazione affidandola a un soggetto diverso.

Aspetti Giuridici e Principi Rilevanti

1. Obiettività e Imparzialità nelle Valutazioni

Il principio cardine sottolineato dal TAR riguarda l’obbligo di imparzialità e obiettività nella redazione delle valutazioni professionali del personale militare. Quando un superiore ha un interesse diretto o ha partecipato a un episodio che può compromettere la propria neutralità, deve astenersi dalla valutazione, pena la nullità del provvedimento adottato.

2. Segnalazione di Ingiustizie e Protezione del Segnalante

La sentenza si inserisce in un quadro più ampio di tutela dei soggetti che, nel rispetto della legalità, segnalano ingiustizie o comportamenti scorretti. Il principio fondamentale afferma che chi denuncia un illecito o un comportamento scorretto non deve subire conseguenze pregiudizievoli, come la svalutazione professionale o altri provvedimenti punitivi.

3. Rilevanza del Rispetto della Legalità nelle Forze Armate

La decisione evidenzia come il rispetto della legalità e dei principi di correttezza siano fondamentali anche nel contesto militare, dove si richiede un elevato livello di disciplina, onestà e trasparenza. La sentenza rafforza l’idea che le valutazioni devono essere basate su fatti obiettivi e non influenzate da considerazioni personali o ritorsioni.

4. Implicazioni Procedurali

L’annullamento della scheda di valutazione impone all’amministrazione di riformulare la stessa affidandola a un soggetto diverso, garantendo così la neutralità e l’obiettività del giudizio. Questa procedura sottolinea l’importanza di un iter trasparente e giusto nelle valutazioni del personale militare.

L’ufficiale coinvolto nell’umiliazione è stato sottoposto a procedimento al tribunale militare, che ha previsto lavori socialmente utili (8 mesi) per evitare il processo per ingiuria. Questo aspetto evidenzia l’interesse della giustizia militare nel tutelare la dignità delle persone e nel reprimere comportamenti offensivi o umilianti.

La sentenza rappresenta un importante precedente che riafferma il diritto dei militari ad essere valutati in modo obiettivo e senza condizionamenti, anche in presenza di comportamenti scorretti da parte di altri membri delle forze armate. Essa sottolinea il valore della legalità, della trasparenza e della tutela dei diritti individuali all’interno delle istituzioni militari.

In conclusione, la decisione del TAR di annullare la valutazione abbassata e di imporre una nuova valutazione affidata a un soggetto imparziale rafforza il principio secondo cui le valutazioni professionali devono essere basate su criteri di obiettività e imparzialità, e che chi segnala ingiustizie non deve subire ripercussioni dannose. Tale pronuncia si configura come un importante passo avanti nella tutela dei diritti dei militari e nella promozione di una cultura di legalità e correttezza all’interno delle forze armate.



 

Nessun commento:

Posta un commento